Il catalogo dei giorni
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Il catalogo dei giorni

Il catalogo dei giorni
Luca Tortolini, ill. di Daniela Tieni
Kite, 2017, 32 p.
(Le voci)
€ 15,00 ; Età: da 11 anni

Il catalogo dei giorni è un racconto pensato e scritto da Luca Tortolini, già noto per i suoi lavori con Orecchio Acerbo, éditions du Rouergue, Notari, Cambourakis, e con la stessa Kite.
La struttura dell’albo –a catalogo, per l’appunto – è necessariamente non esaustiva, e invita implicitamente il lettore a continuare l’elenco, rappresentato visivamente da Daniela Tieni.
L’editore Kite lo ha inserito nella collana Voci, destinata ai lettori dai 15 anni in su: una scelta felice, anche tenuto conto che i ragazzi hanno fatto propria la tendenza a esprimersi attraverso liste, gradualmente affermatesi come crossover dopo essere approdate anni fa in televisione, e trasversalmente presenti in poesie, romanzi, canzoni: non per ultimo, in tempi recenti, gli elenchi sono tornati a dominare la scena negli albi, connotandosi come vero e proprio fenomeno, al punto da riaccendere l’attenzione verso studi forbiti come quelli di Umberto Eco, Italo Calvino e di filologi dell’immaginario figurativo. Le trentadue pagine attraverso cui si articola l’albo costituiscono una mappatura del mondo sentimentale che scorre tra giorni di attese, giorni felici, tristi, decisivi, giorni in cui perdi di vista le priorità, quelli in cui lo scarto tra ciò che desideri e ciò che fai appare importante, giorni confusi, arrabbiati, feriti. Poi ci sono i giorni in cui vivi.
Le parole di Luca Tortolini ondeggiano sul liminare tra prosa e poesia, creando un ritmo a passo di anafore in ogni doppia pagina; le figure invece sembrano oscillare tra presente e passato, tra vuoti e pieni, in un dialogo initerrotto tra sentire e pensare che invita a una metariflessione sul proprio essere nel mondo, quanto mai feconda tra adolescenti e giovani adulti che prendono le misure di come sono e come desiderano essere. Le risguardie aprono e chiudono con due sirene che portano il sole e la luna, a ricordarci che il mondo l’abbiamo costruito attraverso dei segni e delle codifiche, come quella del tempo per l’appunto: scelta raffinata con cui l’illustratrice sembra voler ricordare che i temi del tempo, del cosmo, dello spazio che occupiamo, sono frutto di una titanica impresa demiurgica attraverso la quale ridisegnamo e risignifichiamo costantemente il mondo intorno.

Francesca Romana Grasso
(da LiBeR 115)