I frutti della terra
Florence Guiraud,
ill. di Judith Nouvion
trad. di A. Marcigliano
Gallucci, 2012, p. 85
€ 22,00 ; Età: da 6 anni
Mele, pere, pomodori popolano le nostre tavole rendendo la mensa gustosa e appetibile, ma non li conosciamo e li apprezziamo mai abbastanza, adulti e bambini. È la prima constatazione che ho maturato leggendo I frutti della terra. La seconda ne è un po’ diretta conseguenza: non siamo sufficientemente grati alla terra e soprattutto ai contadini che con il loro lavoro ci nutrono ogni giorno offrendoci una grande varietà di frutti diversi.
Certo le abitudini di consumatori del primo mondo sono cambiate, e se la spesa dei Gas coinvolge una percentuale di persone sempre in crescita e dedicarsi all’orto è pratica diffusa, non è scontato mantenere il contatto con la Terra e sapere bene cosa mangiamo. Ecco perché vale la pena avere a portata di mano la pubblicazione di Florence Guiraud e Judhit Nouvion. Il libro si caratterizza per chiarezza espositiva, praticità, oltre che per le belle illustrazioni. Ciascun frutto viene introdotto da un disegno che occupa l’intera pagina destra. Fin qui niente di nuovo, se non fosse per i flaps, i fogli sollevabili, che permettono di vedere cosa c’è all’interno del frutto. Sotto la buccia dell’arancia, dentro il guscio della noce, nel cuore della pesca. Un espediente di sicura presa per i bambini che fa toccare loro con mano, entrare nella morfologia vegetale. La pagina sinistra è una grande scheda descrittiva che riporta tante informazioni diverse. Le dimensioni del frutto, il periodo di raccolta, il principale paese produttore. Un dato quest’ultimo sulla geografia della produzione orto-frutticola da tenere in testa, che rivela tante sorprese. Sapevate che la Cina è prima al mondo per numero di pomodori, pere e banane? E che l’Italia non è seconda a nessuno per i carciofi?
Completano l’opera altre notizie di carattere storico e tanti modi di dire. Un libro da consigliare, da tenere in biblioteca o in cucina anche se... manca la ciliegina sulla torta. L’ordine di presentazione dei frutti non è ben comprensibile. Esaminato il volume, ci rendiamo conto che è stato mantenuto l’ordine alfabetico originale, senza tener presente la traduzione italiana dei termini. Un errore che ci augureremmo di non vedere in una seconda edizione.
Francesca Brunetti
(da LiBeR 97)
I frutti della terra
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