Ginevra e la formula magica
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Ginevra e la formula magica

Ginevra e la formula magica
Carolina D’Angelo, ill. di Francesca Assirelli
EDT Giralangolo, 2013, p. 36
€ 13,50 ; Età: da 4 anni

Chissà quanti bambini sognano le parole magiche per diventare invisibili e restare a casa da scuola, sdraiati a testa in giù sul divano a guardarsi indisturbati i cartoni.
Ginevra è una streghetta e avrebbe tutte le carte in regola per riuscirci ma, anche senza mamma e papà a ostacolarla, c’è sempre di mezzo una nonna strega che non la smette di inseguirla da una stanza all’altra per vestirla nei modi più sgradevoli e spedirla in classe. Ma quale sarà la formula da usare: “Abra-calabria?”, “Abra-caldabria?”... Ginevra è un po’ giù di memoria, o forse saltare troppe volte la lezione di pozioni non le giova, e insomma fa una grande confusione. Le conseguenze di un incantesimo sbagliato possono essere terribili, e a forza di errori ecco apparire la terribile strega Ambra d’Arabia, acerrima nemica della nonna. Infuria la lotta a suon di trasformazioni fra le due vecchie streghe, e Ambra d’Arabia se la vede brutta: prima topo, poi mucca, formichiere, zuppa andata a male, ippopotamo del lago Baringo e infine, incautamente, drago a tre teste che manda in fiamme e cenere l’intera casa. In un estremo sforzo di concentrazione finalmente la formula giusta al momento giusto, e al grido di “Ambarabaciccicoccò” nipote e streghe si ritrovano appollaiate strette sul comò, sotto forma di tre civette grassocce che potranno mettersi in salvo volandosene via.
Il racconto si presta bene a una vivace lettura ad alta voce ed è improntato alla leggerezza e alla comicità dei personaggi; il bambino potrà seguirlo attraverso le illustrazioni pastose ed espressive, ispirate da una grande giocosità, che restando sempre molto aderenti alla storia si divertono a ingigantire o rimpicciolire, a esagerare le rotondità dei personaggi e aggiungere particolari d’abbigliamento ridicoli.
Il testo mette alla prova le competenze narrative del bambino per il salto temporale dell’incipit: tutto quello che leggiamo è un flashback che parte dal momento in cui i genitori rincasano in anticipo e trovano la casa incenerita; e sollecita anche la curiosità del piccolo lettore nell’interpretare quella insolita coppia di genitori che lascia la figlia dalla nonna per andarsene in viaggio di nozze.

Fausto Boccati
(da LiBeR 100)