Due topolini curiosi
Leo Lionni; trad. di C. Brambilla
Babalibri, 2017, 54 p.
€ 14,00 ; Età: da 12 mesi
È sorprendente constatare come un libro creato decenni fa mantenga intatta la freschezza, nonostante il passare del tempo; ebbene, lo si deve al genio narrativo di un grande autore per l’infanzia. Stiamo parlando di Leo Lionni e del cofanetto di quattro piccoli libri cartonati adatti ai bambini che iniziano a parlare, o meglio, che imparano il collegamento tra la parola e il suo significato. Mentre l’adulto legge i testi, il piccolo è sollecitato a osservare le immagini, a riflettere, a imparare, rispondendo a quattro semplici domande: Chi? Cosa? Dove? Quando? che sono anche i titoli di ogni volumetto. La prima frase di ciascun libriccino inizia con “Indovina...”: “Indovina chi sono!”, “Indovina che cosa sono!” per continuare con le domande “Chi ha la coda morbida?”, “Quando nevica?”, e così via. L’impostazione dialogica del testo stimola la produzione di parole e l’importantissimo collegamento tra parola e oggetto che le figure suggeriscono: sono momenti fondamentali nella costruzione del pensiero infantile.
Le immagini sono ottenute a collage, tecnica che Lionni seppe interpretare con grande originalità utilizzando carte di diverso tipo: marmorizzate (dalla tradizione della stampa artigianale italiana), decorate, cartoncini colorati. Sono strappate o ritagliate, secondo quanto l’autore voleva esprimere. E così i topolini protagonisti di ogni doppia pagina sono ottenuti da cartoncino strappato a mano – Lionni suggerisce in questo modo la morbidezza del pelo – mentre le altre figure sono ritagliate.
I topolini furono peraltro i personaggi più amati da Lionni: egli li introdusse in numerose sue favole, a partire dal famoso e fortunato Federico, creato nel 1967.
Ecco che ora Babalibri ripubblica questo imperdibile lavoro di Lionni, apparso nel 1983 a New York per i tipi della Pantheon, poi edito in Italia nel 1991 dalla ineguagliabile Emme edizioni di Rosellina Archinto. Babalibri riempie un vuoto da troppo tempo esistente – e gliene siamo grati.
Angela Dal Gobbo
(da LiBeR 117)
Due topolini curiosi
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