Dirk e io
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Dirk e io

Dirk e io
Andreas Steinhöfel, ill. di Peter Schössow
Beisler, 2017, 191 p.
(Il serpente a sonagli)
€ 14,90 ; Età: da 10 anni

Quand’è che un libro per ragazzi si trasforma in un classico della letteratura? Cosa lo rende immortale? Forse il fatto di piacere sempre, in qualunque momento della vita lo si prenda in mano.
Dirk e io ha sicuramente la stoffa per rientrare nella categoria dei libri destinati a essere ricordati a lungo. Intanto perché leggendolo si ride molto, dall’inizio alla fine, e in secondo luogo perché la narrazione in prima persona fatta da uno dei due fratelli è ingenua e disarmante come la voce reale di un bambino, come se Andreas Steinhöfel non fosse mai cresciuto.
Nel buffo mondo di Andreas, voce narrante del libro, prima di tutto c’è il fratello Dirk, poi mamma e papà, il fratellino Björn, i compagni di avventure Richard, Simone e Christiane, e quindi una serie di vicini di casa, zii, parenti e altri spassosi personaggi. La mamma dolce e paziente, Dirk scatenato, il papà pasticcione e il fratellino sdentato e senza capelli – che Dirk e Andreas all’inizio trovano di una noia mortale – non sono personaggi di fantasia.
Nelle note alla fine del libro l’autore spiega che le avventure di Dirk e io sono il tentativo di creare l’infanzia che lui e il fratello avrebbero desiderato. Il padre, infatti, che nel libro appare come una persona simpatica, nella realtà spesso era irascibile e manesco nei confronti dei figli. Il timore nei confronti dell’imprevedibilità che i fratelli provavano è stata cancellata perché “una paura del genere – scrive Andreas Steinhöfel – dovrebbe essere assente da qualunque infanzia”.
Ma è chiaro, tuttavia, che qualcosa di selvaggio, indomabile, qualcosa di più grande di quel timore ha accompagnato i ragazzi nell’infanzia. Perché il metro con cui si misura questo libro è quello della risata, una risata gustosa e liberatoria che l’autore ha sicuramente dentro di sé.
Le storie sono accompagnate dalle divertenti immagini di Peter Schössow, un noto illustratore tedesco, finalista tra l’altro del premio Andersen 2014.

Tiziana Merani
(da LiBeR 115)