Bosch
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Bosch. L’avventura magica del giovane artista, il berretto, lo zaino e la palla
Thé Tjong-Khing
Beisler, 2017, p. 42
(Collana Libripinguino)
€ 18,00 : Età: da 3 anni

Un gioiellino uscito nei Paesi Bassi due anni or sono per celebrare i cinquecento anni dalla morte di Hieronymus Bosch avvenuta nel 2016. Giunge in Italia grazie all’attenta casa editrice Beisler, che di Thé Tjong-Khing, già vantava a catalogo due albi. Di questo artista sinoindonesiano, ottantacinquenne, colpisce la capacità di rendere il movimento un ammaliante protagonista, capace di catturare l’attenzione del lettore, qualunque età abbia.
Una volta dichiarato nel titolo che si tratta di un tributo al visionario pittore olandese che visse a cavallo tra XV e XVI secolo, l’autore ci invita implicitamente a unirci alla corsa del giovane protagonista, e con lui nella storia: da quel momento il mondo intorno assume connotazioni e scenari imprevedibili per coloro che Bosch non conoscono, e spassose ambientazioni per coloro che invece lo amano.
Ciò che rende questo lavoro molto interessante è la libertà con cui Tjong-Khing gioca con l’ancor vivido immaginario di Bosch, azzerando il pericolo di annoiare il lettore: non si ha modo di sospettare alcun mascherato intento didascalico. Siamo in una palese dimensione ludica che intreccia personaggi, ambienti e situazioni mutuate dalle opere del pittore, con scherzi e giochi − come nel caso dei trucchi della strega: rossetto, ombretti e pennelli troneggiano sul tavolo della sua dimora a testimonianza del suo repertorio di inganni. Numerosi i divertissement tra le pagine, come una composizione che a prima vista si presenta come teatro di una carneficina, ma a ben guardare si comprende che le undici misteriose creature riverse a terra piene di macchie rosee, come rosse sono le macchie sul lungo coltello poco distante, sono inermi per i postumi di un’abbuffata di fragola, di cui rimane solo l’enorme picciolo a testimoniare le dimensione di questo falso frutto, simbolo dell’effimero nell’originale Giardino delle delizie del pittore Bosch. Il lieto fine è seguito ironicamente con risguardi conclusivi che vanno a riproporre lo stesso catalogo di essere viventi e inanimati già incontrati in apertura, e con essi la promessa di caotiche incursioni straordinarie nell’ordinario di tutti giorni, a partire da rossetti e cerotti, qui accostati a creature desuete e altri manufatti apparentemente innocui.

Francesca Romana Grasso
(da LiBeR 118)