Annalilla
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Annalilla

Annalilla
Matteo Corradini
Rizzoli, 2014, p. 312
€ 14,00 ; Età: da 10 anni

“Non sarebbe bello essere grandi quando serve? Non si sentirebbe più la debolezza”, pensa Annalilla, undici anni, quando si lascia portare dall’amica Voilà che corre in bici, in piedi sul suo portapacchi, “il naso all’altezza degli adulti”. È l’inizio di una settimana speciale: i genitori sono andati a fare un corso di danza fuori, lontano, e lei è rimasta con la nonna e la badante ucraina, che però ha un attacco d’influenza intestinale e se ne va a casa.
Annalilla assicura che avvertirà lei i genitori, invece un’idea le balza per il cervello e la conquista al volo: “casa vuota casa libera, faccio io musica altissima esco e rientro quando mi pare salto sul letto… mi riempio di patatine… faccio la spesa coi soldi del papà che sono nel quarto cassetto della scrivania…” e non dico di più per non togliere la sorpresa. Va a finire che alla nonna ci penserà lei, tanto la nonna non connette, la chiama con nomi sempre diversi, confondendola con altri dimenticati. Le porta pasti improponibili, che la vecchietta allettata accetta con sollievo perché rappresentano una variante che anche la sua mente annebbiata percepisce. Di notte però Annalilla si sveglia in continuazione, va a controllare se la nonna respiri o meno, in fondo la sua spavalderia è solo apparente; e poi nel cassetto del papà ci sono meno soldi del previsto, ma niente paura, un rimedio si trova sempre.
Non posso raccontare tutto, basterà dire che ho divorato queste pagine come fossero un giallo d’autore, con la vita quotidiana di una ragazzina che corre a ritmo di rock, con pause meditative, pensieri profondi, domande, ricordi d’un’infanzia di appena ieri e i segreti della nonna ripescati in un trumeau che nessuno era mai riuscito ad aprire, con la chiave nel bicchiere sotto la dentiera. Insomma, com’è bella la vita di un’undicenne avventurosa e capace di azzardi, e come bene la racconta Corradini che è un maschio, ma ha figlie femmine.
Lui rivela però che Annalilla non è ispirato alle sue ragazzine, ma alla propria infanzia di maschio, in un età in cui si immagina che femmine e maschi siano ancora indifferenziati, un po’ come raccontava la Pitzorno nel suo Extraterrestre alla pari. Nato nel 1975, Corradini è ebraista ed esperto di didattica della Memoria.

Teresa Buongiorno
(da LiBeR 105)