Agata Smeralda
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Agata Smeralda

Agata Smeralda
Letizia Galli
Franco Cosimo Panini, 2016, 40 p.
(Illustrati d’autore)
€ 16,00 ; Età: da 5 anni

Un libro, questo, rivolto sia a lettori adulti che a ragazzi. I primi sono generalmente al corrente dell’epoca storica in cui iniziò la “accoglienza segreta”, da parte dello Spedale fiorentino degli Innocenti, di bambini con genitori ignoti di cui non avrebbero avuto conoscenza, bambini che crescendo si sarebbero faticosamente guadagnati da vivere e, se femmine, presto sarebbe stato loro imposto un marito per lo più di età avanzata a tutto vantaggio economico dello Spedale.
I lettori ragazzi si soffermeranno con interesse sulle varie tappe della vita in comune dei molti Innocenti ospiti dello Spedale con lo scorrere del tempo in un complesso susseguirsi di grandiose, nude stanze dovute al genio del Brunelleschi. Volano indifferenti all’interno alcuni uccelli sfiorando archi e scale in gran numero. Non mancano arredi da Chiesa e dipinti che possono suscitare sia sgomento per le scene cupe che presentano, sia una gradita sorpresa per l’immagine di una bella signora circondata da bambini. L’autrice del libro non la chiama mai “la Madonna”, ma questo non toglie che la bella signora nottetempo abbandoni il quadro che la rappresenta e vada a visitare Agata Smeralda, la protagonista del libro a cui racconta a più riprese fiabe che non la faranno sentire tristemente sola com’è avvezza.
Gli elementi architettonici e scenografici variano da pagina a pagina, così come il tipo di azione da un personaggio all’altro con la vivacità di un efficace testo teatrale.
Essenziale è la Restituta, una specie di capo del personale, che non esita a imporsi e a dominare tutti quanti. Indimenticabili i nasi protuberanti, dal suo a quelli delle balie, per non parlare degli occhi di ogni personaggio, assai più spesso dilatati che osservatori, quasi esprimano discorsi di lunga tratta.
L’andamento narrativo-descrittivo del testo si conclude con la ricca espressività di una riga sola nell’ultima pagina del libro: “Il mio nome è Agata Smeralda”.
Suona come una decisa affermazione di sé e si accompagna in pieno accordo con l’immagine di Agata bambina che quasi si insinua furtiva nella pagina opposta e azzarda coraggiosamente il primo incontro significativo con il suo Arrighetto.

Carla Poesio
(da LiBeR 114)