A ritrovar le storie
Annamaria Gozzi, Monica Morini, ill. di Daniela Iride Murgia
Edizioni corsare, 2014, p. 34
(Teatridicarta)
€ 18,00 ; Età: da 5 anni
“Le poche parole rimaste accorciarono le storie, i ricordi si fecero invisibili, le bocche mute.” È quello che accadde in un tempo lontano nel paese di Tarot, quando tutti gli abitanti persero l’abitudine a raccontare e ascoltare le storie. Finché una sera d’estate un misterioso Saltimbanco appare in bicicletta come in un sogno, nella piazza principale, con la sua Oca al seguito. Un giorno dopo l’altro il Saltimbanco cattura semplici parole e le restituisce all’attenzione di quei paesani: una donna, un ragazzo, un vecchio signore e una bambina, in una catena di associazioni riacquistano la capacità di intravedere il tracciato dei propri destini, di condividere frammenti di vita presente e passata.
“I libri chiariscono la vita, e la vita chiarisce i libri”: le parole permettono di raccontare i bisogni e le paure dei quali siamo fatti, sollevano domande che paralizzano o fanno procedere, dispiegano ponti fra generazioni; hanno qualcosa di più che un significato, nascono dalle cose e ritornano alle cose, sono in grado di modificarle.
Esempio elegante e concreto di come si possa educare all’ascolto-espressione di sé e degli altri, l’albo contiene ma non ostenta una preziosa meditazione sul senso del raccontare, condotta con grande naturalezza: è la voce stessa dei personaggi, attraverso l’intermittenza delle loro memorie, che rende queste riflessioni fresche, non didascaliche.
Nella rappresentazione di questo dormiveglia della coscienza, nel quale emergono fili e si intuiscono collegamenti dispersi dal nostro ordinario abuso di lucidità, le splendide illustrazioni dialogano con il testo e lo approfondiscono nella sua dimensione più poetica e onirica. E la tavola per il gioco dell’oca, in fondo al volume, chiarisce ancora meglio le intenzioni delle autrici, che guidano i lettori a giocarsi in un percorso di domande come “Quali scarpe ti hanno portato lontano?”, “Sai riconoscere la felicità?”, “Dove stanno le persone che non ci sono più?”, alle quali non saranno certo i bambini a non saper rispondere. Alla fine del percorso il traguardo che attende il vincitore è la casella “nascita”, come dire che “le storie camminano sempre, la fine è solo un inizio”.
Fausto Boccati
(da LiBeR 104)
A ritrovar le storie
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