A caccia di alieni
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A caccia di alieni

A caccia di alieni
Mark Brake; trad. di A. Remondi
Editoriale Scienza, 2013, p. 112
(A tutta scienza)
€ 7,90 ; Età: da 8 anni

L’astrobiologia è una scienza giovane. Nata negli anni Sessanta del secolo scorso, indaga l’origine, l’evoluzione e la distribuzione della vita nell’Universo avvalendosi delle conoscenze di altre discipline come la biologia, la chimica, l’astrofisica, la geologia e la genetica. Un ambito di ricerca appassionante che merita di essere comunicato ai bambini, come dimostra A Caccia di alieni. Guida galattica per futuri astrobiologi di Mark Brake.
Il libro dell’autore inglese è una guida tascabile, un vero e proprio manuale pratico, da avere a disposizione per imparare a riconoscere la vita nelle sue molteplici forme, soprattutto quelle aliene, extraterrestri, che catalizzano la curiosità di bambini e ragazzi e sono state fonte di ispirazione di tanta letteratura e cinema di fantascienza: da La guerra dei mondi a Star Trek.
Che cosa intendiamo per vita? Dove può svilupparsi? Chi sono gli alieni? Questi interrogativi trovano risposte chiare in agili capitoli consultabili separatamente o da leggere come un’unica, immensa storia che parte dalla Terra per arrivare all’ignoto, alle ipotesi più recenti della scienza.
Leggendo le pagine del libro il lettore scoprirà quali sono gli ingredienti indispensabili affinché si sviluppino forme di vita: il Sole, che genera energia e calore, l’acqua, matrice della vita. Familiarizzerà con il concetto di zona abitabile, la regione intorno a una stella dove è probabile che i pianeti e le lune ospitino forme di vita. Conoscerà il significato di concetti come posizione galattica: perché vi sia vita in un pianeta, esso deve trovarsi nella parte giusta di una galassia, né troppo vicino al centro, dove i livelli di radiazioni nocive sono alti, né troppo lontano.
Ma forse le parti più avvincenti del manuale sono quelle che riguardano la ricerca di esopianeti, i pianeti al di fuori del nostro sistema solare. Il telescopio orbitante Kepler, lanciato dalla Nasa nel 2009, in soli due anni ne ha scoperti oltre 700. Così come i tentativi intrapresi per entrare in contatto con altri mondi: Seti, la rete di radiotelescopi che scandaglia lo spazio in cerca di segnali provenienti da oggetti non identificati. Insieme danno idea della finitezza del nostro piccolo universo e di quanto ancora c’è da studiare e da scoprire.

Francesca Brunetti
(da LiBeR 101)