2 tram
Osip Mandel’ štam, ill. di Boris Ender
Trad di A. Niero
Comma 22, 2014, p. 16
€ 8,00; Età: da 6 anni
“Anche a me la poesia delle rocce nere sembrava bellissima; e mi struggevo d’invidia, per non averla scritta io. Era semplice: prati verdi, rocce nere, ne avevo visti tante volte anch’io, in montagna. E non m’era venuto in testa che si potesse farne niente: li avevo guardati, e basta. Le poesie erano dunque così: semplici, fatte di niente; fatte delle cose che si guardavano”.
Le cose che si guardano quasi mai inducono alla creazione di poesie, si guardano e basta come ben scrive Natalia Ginzburg. Per Osip Mandel’štam, poeta russo di cui Comma 22 ha pubblicato 2 tram, una storia per bambini, il segreto della poesia sta tutto dentro la la parola, scriveva. Parola che è un pacco incartato e legato, il significato ne erompe da tutte le parti, ne è forma e contenuto. Mandel’štam fu una delle maggiori voci del gruppo degli acmeisti e la sua poesia ha in se la potenza originaria della parola, così semplice, nuda, fatta delle cose che si guardano e che infastidiscono quanti a quello sguardo vorrebbero mettere un paraocchi. La storia della sua vita e del tempo in cui visse non può essere disgiunta da nessuna delle cose che scrisse. Ma cosa spinge i grandi poeti verso la letteratura per l'infanzia? La letteratura per l’infanzia ha molto spesso la qualità di essere preveggente, di narrare storie che raccontano fatti, di tratteggiare personaggi che sono l’uomo, e questo lo ritroviamo fin dall’inizio del favolare esopiano.
Chi salirà sul giovane Drin bighellone, indolente e sempliciotto? Chi invece gli preferirà lo sferragliante Tram dall’occhio lucente? Nel 1962 nella raccolta delle Favole al telefono di Rodari, troveremo il filobus numero 75: ha lo stesso carattere di Drin, ricordate? “Ad un bel momento non ubbidiva più ai comandi e faceva di testa sua”. Chissà se Rodari conosceva la storia dei 2 tram. Resta tutta da scoprire la strada che percorse Mandel’štam verso i libri per bambini, si potrebbe partire proprio da qui per la scoperta di questo grande poeta dell’umanità che dichiarò di sé: “sono giardiniere, e sono fiore”.
Le illustrazioni del testo sono di Boris Ėnder, pittore d’avanguardia dell’ex Unione Sovietica, le stesse che ne accompagnarono la pubblicazione nel 1925.
Agata Diakoviez
(da LiBeR 103)
2 tram
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