La stanza dei bottoni
di Sandra Dema
pp. 44 - euro 8,00
Un giallo per bambini che propone, tra le righe, interessanti spunti
per un percorso di educazione interculturale
Cosa succede quando una signorina un po' robusta vuole disfarsi dei suoi vestiti fuori moda? Perché un losco individuo si ferma fino a tardi nei magazzini del porto e perché bottoni di forme diverse sono rinchiusi in una scatola da scarpe? Cosa ha scoperto di interessante un ragazzino curioso e intraprendente?
La signora Zappa ha deciso di rinnovare il suo guardaroba e di destinare i suoi vecchi vestiti a una di quelle associazioni che si occupano di distribuire indumenti usati a chi ne ha bisogno.
Non appena i vestiti vengono ritirati, cominciano a muoversi gli ingranaggi di un losco traffico di merci di valore che coinvolge il magazziniere Lacchi e che ha come vittime un rumoroso gruppo di bottoni di diversa provenienza. Grazie all’intuito del giovane Andrea e della sua amica Pan Lin, il traffico verrà sventato e i due si guadagneranno il titolo onorario di “giovani detective” dall’ex commissario Ottone.
Tra le righe
La scelta dei “bottoni” come co-protagonisti del racconto offre all’autrice l’occasione per proporre un originale percorso di educazione interculturale:
a) si parte dello studio dei materiali con cui sono stati fatti i bottoni per arrivare a conoscere Paesi altri; b) vengono date informazioni per avviare un piccolo laboratorio manuale per la fabbricazione di bottoni; c) si offrono spunti per approfondire il tema del commercio equo-solidale e della cooperazione internazionale.
Informazioni: Ufficio stampa EGA Editore, Tel. 011.3859500
