Sabato 22 febbraio 2025 - Firenze
È sempre molto difficile definire l’età media dei lettori in relazione ai libri di autori e autrici dei Paesi nordici. Questo perché la libertà che si impongono rispetto ai temi trattati è massima. Certamente il punto di vista utilizzato da Arne Svingen – è il cane che racconta la vicenda – è accattivante e adatto a un pubblico non ancora adulto, ma il tema, la droga, non lascia spazio a nessuna retorica. Quindi qui abbiamo un linguaggio e un punto di vista che possono essere facilmente compresi da larghe fasce di lettori in crescita e una storia che in più punti è estremamente dura, difficile e traumatica. Svingen, però, domina perfettamente la materia e usa l’ironia e la leggerezza come punti di forza. Kjell il Tossico è un ragazzo di 27 anni drogato. Uno sbandato, dominato dalla droga che assume sotto qualunque forma: eroina, cocaina, anfetamine, il catalogo è ben fornito. Ha un’unica via di speranza: il cane Basse, che sicuramente ama più della droga. Kjell ha anche un fratello tredicenne, Gusto, e una madre alcolizzata che sta morendo in ospedale. Una famiglia disfunzionale, dunque, ma Gusto è un ragazzino coraggioso e affidabile, che rischia però di finire presto in una casa-famiglia se Kjell non se ne prenderà cura. Naturalmente l’uomo non ha minimamente l’intenzione di accollarsi un minore con tutte le responsabilità che ne conseguono e il cane Basse è perfettamente d’accordo con il padrone: purtroppo hanno entrambi provocato molti guai a un boss locale che gestisce la droga e devono trovare una sistemazione lontana dal quartiere malfamato. L’arrivo in famiglia di Kjell e Basse, in coincidenza con la morte della madre, provoca una sana rivoluzione: per necessità Kjell deve mantenersi “pulito” e, soprattutto con l’aiuto di Gusto, riesce a risolvere il problema con gli spacciatori. Il tono leggero, magistralmente mantenuto nella traduzione di Lucia Barni, aiuta nella narrazione: ed ecco che si riesce anche a ridere della tragicità insita nella vita di un tossicodipendente. Il punto di vista del cane, che da cane ha bisogni essenziali e poche paranoie, ma che fiuta la paura e la disperazione, è bellissimo; e Arne Svingen, che è uno scrittore celebratissimo in Norvegia e non solo, riesce a essere estremamente convincente.
Angela Catrani (da LiBeR 144)
Vita da cani
Arne Svingen;
trad. di L. Barni
La Nuova Frontiera Junior, 2024, 224 p.
€ 16,90 ; Età: da 12 anni
L’erba alta e a grandi ciuffi e, di profilo, una piccola bambina, con i capelli legati in una coda, pronta a gattonare. Ai piedi indossa calzini morbidi e rossi, le mani sono infilate in un paio di stivaletti gialli di gomma per la pioggia. La bambina è pronta per andare, esplorare, per conoscere La terra. “Un’avventura in quattro libri sui quattro elementi”, recita la quarta di copertina dell’albo firmato da Cécile Roumiguière e Marion Duval. Fuoco aria acqua terra: i quattro principi originari del mondo secondo Empedocle, nella filosofia e nella medicina attraverso i secoli, sembrano qualcosa di distante dal vissuto di bambine e bambini di oggi, la natura tutta stessa – di cui noi siamo parte (nelle radici francescane era “sorella madre terra”…), sovente è qualcosa di sconosciuto e altro. Invece “Sotto di me, tutto intorno a me c’è la terra”, compare a grandi lettere nel testo del picturebook dalle immagini delicate, adatte alla tenerezza di piccolissimi/e. Così emerge una manciata di terra in un minuscolo pugno. Quella terra che chi è bambino adesso potrebbe non ritrovare più dopo le violenze perpetrate sulla pelle del nostro pianeta dalla catena distruttiva dei cambiamenti climatici. Al contrario, nella mano bambina della protagonista, la terra torna a essere profumo e tatto e affondare le dita con un piacere infinito, sempre che non ci sia un adulto a frenare: non sporcarti, non toccare. La terra è piccoli lombrichi da osservare accovacciate, è uccelli che beccano semi, è un microcosmo di animali che lasciano sul terreno orme che “sembrano lettere da decifrare”. Così scorrono sulle pagine le stagioni, la bambina appare in sandali e pannolino in primavera, è un fiorire di colori e di gesti rilassati, anche se via via il testo perde un po’ della sua freschezza.
Nel ricco parterre di questi anni di libri improntati al rispetto del nostro pianeta e ai fondamenti dell’imprescindibile causa ecologista (da La casa sull’albero di Bianca Pitzorno a Mina di David Almond e tanti altri), La terra di Roumiguière e Duval è dunque una ricerca, fin dalla primissima infanzia, di quel meraviglioso elemento spesso ormai lontano dalla quotidianità e dalle prime scoperte, di cui non potremo mai fare a meno.
Maria Grosso (da LiBeR 144)
La terra
Cécile Roumiguière,
ill. di Marion Duval;
trad. di L. Topi
Topipittori, 2024, 16 p.
(I grandi e i piccoli)
€ 14,00 ; Età: da 3 anni
Un libro apparentemente piccolo - come formato (12x16 cm), non come numero di pagine (168 p.) - ma molto denso. Taccuino per un luogo. Pagine per una ricerca quotidiana è infatti un “condensato” di idee, suggestioni e proposte, spesso sotto forma di domande, per osservare e fare esperienza di un luogo, di qualunque luogo, conosciuto o sconosciuto, quotidiano o inusuale. “Luoghi abituali da attraversare con nuove domande, luoghi frequentati da rivalutare (o trasformare), luoghi sconosciuti da scoprire, luoghi amati da custodire”, come scrive Monica Guerra nell’introduzione. Più che un libro da leggere si tratta di un taccuino, come dice il titolo stesso, da utilizzare, riempiendo lo spazio bianco lasciato in ogni pagina con appunti, riflessioni, osservazioni e scoperte personali di ogni lettore-ricercatore. Un libro fatto per essere usato e completato, per metterci dentro le proprie parole e il proprio sguardo. Taccuino per un luogo può essere utilizzato a ogni età, a più livelli di approfondimento e in qualsiasi contesto (anche scolastico), come attività da fare da soli (per i più grandi), in gruppo, o con la mediazione di educatori e insegnanti (per i più piccoli). La densità di questo piccolo libro è data dall’esperienza dell’autrice e dalla profondità della sua ricerca, che si percepisce dietro e dentro a ogni pagina. Monica Guerra è infatti pedagogista, docente di Pedagogia generale e sociale all’Università degli Studi di Milano-Bicocca e autrice di diversi saggi che indagano il tema della partecipazione e dell’esplorazione come metodologia di formazione. In questo piccolo libro, adatto a tutti i pubblici, ha condensato, in esperienze e domande, il lavoro di alcuni saggi precedenti. Sul “modello” dei libri di Keri Smith, pubblicati in Italia sempre da Corraini, Taccuino per un luogo è un invito alla ricerca, all’esplorazione, alla curiosità; a coltivare uno sguardo attento e sensibile e a fare dell'incontro con ogni luogo un’esperienza densa di significati. Una “guida” per fare in modo che l’osservazione diventi esperienza e l’esperienza si trasformi in incontro, prima di tutto con i luoghi prescelti, e attraverso di essi, con il mondo più vasto che ci circonda.
Eléonore Grassi (da LiBeR 144)
Taccuino per un luogo
Monica Guerra
Corraini, 2024, 168 p.
€ 16,00 ; Età: da 8 anni
