"Sono spesso stata testimone dell’arrivo in classe di bambine e bambini − talvolta ragazze e ragazzi − in un contesto totalmente nuovo e sconosciuto, senza alcuna conoscenza della lingua italiana e senza alcuno strumento di decodifica che non fosse l’interpretazione della realtà attraverso lo sguardo. Se ripenso al loro silenzio, non posso che trovarlo simile a quello del protagonista di Ascoltami quando sto zitto (...) La lettura condivisa spesso ha il grande merito di suscitare in chi legge e in chi ascolta molteplici domande. Domande mai univoche; domande in cui le possibilità di risposta sono tante quanti i lettori e le lettrici": Antonella Capetti su LiBeR 146- Identità arricchita propone alcuni allbi illustrati che raccontano la multicultura in molteplici forme, a partire dalla nostra comune origine fino ad arrivare alla conoscenza di un popolo attraverso viaggi, cibo e ascolto reciproco. "Le molte culture di cui è popolata la Terra - scrive Capetti nel suo articolo - e le altrettante lingue che vi si parlano hanno un’unica origine. Conoscerle e in qualche modo frequentarle mi pare l’unico modo per comprendere i molti modi in cui uomini e donne hanno mantenuto e protetto il loro rapporto con la natura e il mondo. Fortunatamente, la scuola è un microcosmo che, proprio grazie alla multiculturalità e al plurilinguismo, può allargarsi a dismisura".
Scopri il sommario di LiBeR 146: https://shorturl.at/i4Nh2
Il romanzo prende avvio da un contesto pre-apocalittico, raccontando come Aisha, adolescente che vive in Malesia, affronta con la sua famiglia le settimane che la separano dalla fine del mondo. Infatti, proprio nel giorno in cui scoprono di aver superato le prove di ammissione all’università, Aisha e il fidanzato Walter apprendono che un asteroide è entrato in rotta di collisione con la Terra e che, nonostante una serie di tentativi segreti, i leader mondiali non sono stati in grado di evitarlo. Nel tempo che resta loro da vivere, Aisha e la madre decidono di partire per cercare June, la sorella che un paio di anni prima le ha abbandonate e ha interrotto i contatti con loro. Con Walter, i suoi genitori e un gatto randagio che non hanno il coraggio di abbandonare, Aisha si mette in viaggio per Malacca, con la speranza di trovare la sorella nella vecchia casa dei nonni. A dispetto dell’ambientazione e della scintilla che muove la trama, il felice esordio di Nadia Mikhail non è affatto un romanzo di genere, ma una storia che esplora le relazioni e che ha il suo centro nel verbo “incontrare”, presente sia nel titolo italiano, sia – con una sfumatura diversa – nel titolo originale (The cats we meet along the way). Durante il viaggio, che tocca tappe significative per l’universo emotivo dei personaggi, il lettore si interrogherà su quali comportamenti rendono dignitosa la vita degli uomini, cosa significhi essere una famiglia, in quali differenti modalità le persone affrontano il dolore e la perdita. Incontriamoci alla fine del mondo è una riflessione delicata, ma non consolatoria, sulla transitorietà dell’esistenza, minacciata non soltanto dalla catastrofe in arrivo, ma anche dal ciclo naturale della vita. La vecchiaia e la malattia, evocate nei ricordi di famiglia, non determinano un abbandono alla disperazione, ma al contrario rafforzano la volontà di celebrare la vita e i legami tra le persone. Il romanzo intesse realtà e sogni, passato e presente, con una fluidità narrativa che non spiazza il lettore, ma gli restituisce pienezza di senso e di orizzonte. In conclusione, si tratta di un libro che scalderà il cuore dei lettori adolescenti, poiché non nasconde il dolore, ma lascia campo alla speranza.
Matteo Biagi (da LiBeR 146)
Incontriamoci alla fine del mondo
Nadia Mikail
trad. di M. Bastanzetti
Il Castoro, 2025, 177 p.
(HotSpot)
€ 16,50 ; Età: da 13 anni
(Quando il gatto non c’è) i topi ballano. E il gatto, per esempio, può essere la mamma, la maestra, può essere anche la ragazza grande che ti fa da baby sitter – intendiamoci, se sei un bambino come quelli che leggono I bruchi”, libri per bambini piccoli, questo compreso.
Altrimenti, per tutti gli altri, quelli che sono già grandi, il gatto è solo quello che sta sopra di loro, perché è più forte, più potente, magari un capo, per intenderci. Perché il celebratissimo detto conia una metafora ricordandosi della favola antica che prevede gli animali al posto degli uomini, che si comportano come in genere si comportano gli uomini, soprattutto nelle malefatte e nei vizi. Dopo questa puntualizzazione, i topi possono irrompere sulla scena. Il segnale di via è inequivocabile: “Clic clac”. È la serratura della porta della casa del gatto, che poi clandestinamente è anche la loro, che si apre e poi si chiude (e allora si capisce che il gatto è uscito!). Quindi, disciplinati dalle indicazioni del Capotopo ballerino – eccolo, spavaldo, ciuffo nero accuratamente esibito – i topi escono dagli anditi più segreti e si accingono ad aprire le danze. Ci sono ballerine e ballerini che, in costumi che si addicono alle coreografie di balli diversificati, uno per ogni giorno di uscita del gatto, si fanno ammirare dai piccolissimi lettori.
Ma il sabato di quella settimana, quella che cade nelle pagine del libro dei bambini, succede qualcosa che non ci aspetteremmo.
Insomma, il gatto che quel giorno non ha incombenze precise (in fondo è sabato), dopo aver bighellonato per un po’, fa dietrofront e avvicinandosi a casa scorge dalla finestra uno spettacolo inaspettato. I topi che ballano. E invece di lisciarsi I baffi in attesa di... si sente offeso, si indigna, (perché non mi hanno invitato?).
E I topi? I topi a loro volta hanno in serbo un’altra sorpresa. Quasi più strabiliante di quella del gatto. Andare a vedere per credere.
Una favola con la sua morale, che si fa beffe in pagine figuratissime e colorate di luoghi comuni, moralismi, e perché no? anche di pregiudizi.
Rosella Picech (da LiBeR 147)
I topi ballano
Giuditta Campello
illustrazioni Mauro Garofalo
Feltrinelli Kids, “Bruchi”, 2025
32 p., € 7,50
"Il Cpia è una scuola “speciale” anche perché le sue molteplici attività richiedono una pluralità di competenze. Il corpo docente del Cpia è infatti composto da insegnanti di scuola primaria e scuola secondaria di primo grado: docenti preparati, motivati e appassionati al proprio lavoro, che mettono al primo posto l’ascolto delle esigenze dell’utenza. Non a caso, il primo mese di ogni anno scolastico è dedicato alla fase di accoglienza degli studenti e all’individuazione dei loro bisogni formativi e dei loro progetti di vita": Tiziana Scemi, docente al Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti di Campi Bisenzio racconta su LiBeR 146 l’esperienza dell’insegnamento per una comunità inclusiva. Illustrazione di Valentina Vinci, allieva di Mimaster Illustrazione, per LiBeR 146.
Ampiamente acclamata dal pubblico e dalla critica, l’autrice statunitense Kathleen Glasgow torna in Italia per la casa editrice Rizzoli con un romanzo tagliente e coraggioso al pari di quelli che lo hanno preceduto. Glass girl, nelle librerie da marzo 2025, entra in punta di piedi – ma senza filtri né addomesticamenti – nell’universo angoscioso della dipendenza, che qui inghiotte un’adolescente incapace, inizialmente, di assemblare i pezzi dispersi del proprio io in frantumi. Bella, quindici anni, nasconde il proprio viso dietro un trucco pesante, mentre felpe e jeans larghi ospitano il suo corpo bisognoso di spazio per il dolore traboccante che giorno dopo giorno vi cresce. Investita dai genitori di responsabilità che non le competerebbero, la ragazza subisce dapprima il loro divorzio, quindi l’abbandono da parte del fidanzato e, poco dopo, la morte dell’amatissima nonna, suo unico porto sicuro. Per rendere tutto più sopportabile, Bella beve vodka e altre sostanze alcoliche, come e quando può, mentendo a genitori e amici e, ancor prima, a se stessa. Non si riconosce, infatti, come alcolista e si convince, viceversa, di avere la situazione sotto controllo. Ma i continui hangover e, in particolare, un drammatico episodio di intossicazione da alcol richiedono infine la sua ospedalizzazione, cui seguono due mesi in un centro di riabilitazione per adolescenti. Qui, circondata dalla selvatichezza del deserto dell’Arizona, Bella avvia un percorso di recupero segnato da conquiste e ricadute, in cui non mancano la fatica e il dolore che affrontare la realtà del proprio abisso interiore richiede. Alla sua protagonista che avverte se stessa come un “errore gigantesco” Glasgow offre, così, la possibilità di un viaggio iniziatico alla scoperta di sé, concedendosi il lusso di togliersi i guanti perché lei, con i suoi adolescenti lettori, vuole interagire nel segno del rispetto e dell’onestà: non smussa gli spigoli del reale, non sceglie l’obnubilamento di fronte all’abbandono, alle ferite autoinflitte o alla morte, ma dice la verità, che sola può aggiustare, accanto alle vere amicizie e al supporto di professionisti empatici, tutto quello che si rompe. Persone comprese.
Elena Guerzoni (da LiBeR 146)
Glass girl
Kathleen Glasgow
trad. di A. Di Meo
Rizzoli, 2025, 464 p.
€ 18,00 ; Età: da 14 anni
