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L'orco del piano di sotto
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L'orco del piano di sotto

 

Anche la letteratura per ragazzi ha più volte ricordato storie vere di uomini e donne che si impegnarono per salvare ebrei dalla deportazione nei campi di sterminio nazisti, da Schindler e Perlasca a Gino Bartali, il campione di ciclismo che durante gli allenamenti portava nascosti nella canna della bicicletta messaggi della Resistenza. Un albero li ricorda nel Giardino dei Giusti dedicato in Israele ai gentili (non ebrei) che salvarono anche un solo ebreo. Ma molti prestarono aiuto, anche con un piccolo gesto, eppure rimasero sconosciuti, per umiltà o inconsapevolezza. Dupin, con le illustrazioni di Barroux soffuse di luci e penombre che alludono ed esplicitano, narra una favola che condensa in forma poeticamente esemplare al confine tra fantasia e realtà la grandezza di questi eroi ignoti. Sara e la sorellina hanno paura del portiere, l’orco del piano di sotto, del suo sguardo truce, della barba lunga fino alle ginocchia dove – dicono i bambini del quartiere - nasconde mostri e che detesta la “gente come noi”, che ora non può più entrare nei negozi, deve portare una stella gialla sul vestito, è guardata male in strada. Un giorno il papà non torna a casa e le bambine vedono dalla finestra che la mamma viene portata via. Mentre i poliziotti salgono le scale, l’orco entra in casa e nasconde le bambine timorose dentro la barba che allarga come una tenda. Porta loro anche da mangiare, ma quando il vecchio vicino di casa le vede e le denuncia alla polizia lui le fa entrare ancora nel barbone e le trasporta in treno, autobus e taxi – sempre nascoste nella barba – in una casa di campagna nel verde sotto un sole brillante, dove le accoglie sorridente la sorella dell’orco. Il quale nei giorni seguenti porta tre bambini e poi altri quattro. Le sorelline imparano qualcosa di più della morale spiccia che non bisogna mai giudicare dalle apparenze: “L’orco del piano di sotto nascondeva qualcosa che in realtà non aveva niente di spaventoso. Al contrario. Nascondeva un cuore enorme, un cuore giusto!” Quell’uomo dalla barba smisurata che incuteva paura avrebbe certamente meritato un posto nel Giardino del Giusti. Ma ne resta il ricordo nel cuore di chi da lui fu soccorso.

Fernando Rotondo (da LiBeR 147)

L’orco del piano di sotto
Olivier Dupin,
ill. di Barroux;
trad. di S. Bandirali
Uovonero, 2025, 40 p.
(I geodi)
€ 18,50 ; Età: da 6 anni

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Ogni volta che parti
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Ogni volta che parti

 

Nella produzione, ormai piuttosto ampia, di Chiara Carminati e Massimilano Tappari per Lapis si può individuare un ideale percorso, passando da Occhio ladro (2020) attraverso Quattro passi (2021) a Ogni volta che parti. Le fotografie di Massimiliano Tappari e i testi in versi di Chiara Carminati si confrontano nei primi due albi accostando a ogni immagine una breve storia in versi che accoglie una suggestione e invita il lettore a fare inedite associazioni. Passeggiare in contesti quotidiani e consueti, attraverso percorsi noti, fra lampioni e segnali stradali, può diventare un'esperienza nuova, se si alzano gli occhi al cielo per osservare una scia bianca o se ci si lascia catturare dal lampo rosso di un papavero. Così se l’occhio ladro di un osservatore che legge “il libro del mondo” è pronto a cogliere nel dettaglio decorativo di una parete una sagoma felina, può benissimo trattarsi di un gatto mimetizzato e per questo imbattibile cacciatori di topi. E basta fare – con animo bambino – quattro passi per rendersi conto che "ogni oggetto del mondo non è mai solo se stesso, ma ne richiama altri con cui compone famiglie, squadre, collezioni" che offrono spunti narrativi inattesi.

Ogni volta che parti propone ancora la riuscita combinazione di immagine fotografica e poesia, ma qui i due livelli figurativo e testuale sviluppano una narrazione più ampia: di immagine in immagine, frascorci di azzurro e giochi di ombre, una solitaria passeggiata attraverso la città e gli spazi quotidiani guida lo sguardo su angoli nascosti e dettagli, mentre il testo racconta, in forma di un'unica poesia, lo struggimento e il desiderio che non bastano a riempire l'attesa di una persona cara e la necessità di dare senso a quel tempo sospeso oltre la distanza. Come negli albi precedenti, dove l’invito a scoprire il mondo con occhi nuovi era esplicitato, Ogni volta che parti suggerisce di tornare a osservare l'ambiente che ci circonda - naturale o urbano - come spazio dell'anima. “Il paesaggio sa tutto” – come scriveva il poeta premio Nobel Harry Martinson – e forse anche per questo in esso è è possibile per ciascuno trovare la propria storia e la propria consolazione.

 

Federica Mantellassi (da LiBeR 146)

Ogni volta che parti
Chiara Carminati, Massimiliano Tappari
Lapis, 2025, 56 p.
€ 15,00 ; Età: da 6 anni

 

 

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AUT- Fare e disfare l'autonomia

Nelle biblioteche del milanese arriva AUT: un mazzo di carte per ripensare l’autonomia
Ideato da Codici e promosso dalla Città Metropolitana di Milano nell’ambito del progetto antitratta Derive e Approdi, è stato presentato il 6 e 7 giugno alla Biblioteca Calvairate e disponibile per il prestito in oltre 80 biblioteche.

Che cos’è davvero l’autonomia? Un mazzo di carte invita a cercare nuove risposte, con 15 domande e 15 illustrazioni originali dell’artista Carol Rollo rivolte a tutte le età. Si chiama AUT – Fare e disfare l’autonomia ed è stato ideato da Codici all’interno delle azioni di sensibilizzazione e formazione promosse dalla Città Metropolitana di Milano nell’ambito del progetto antitratta Derive e Approdi, coordinato dal Comune di Milano. Il mazzo sarà presentato al pubblico – e si potrà provare – venerdì 6 e sabato 7 giugno alla Biblioteca Calvairate. Dal 6 giugno sarà inoltre disponibile per il prestito in oltre 80 biblioteche del Comune di Milano e della rete sud-ovest gestita da Fondazione Per Leggere, o scaricabile in formato digitale da stampare.

AUT è pensato principalmente per il confronto in gruppo, ma può essere usato anche come strumento di riflessione personale. Ogni carta offre uno spunto per far emergere le tante forme che l’autonomia può assumere nei diversi momenti della vita. Non più solo come responsabilità individuale, ma anche come qualcosa che si costruisce insieme: sapere a chi rivolgersi, dove trovare risorse, costruire legami di fiducia nella comunità.
Le 15 domande – come Quando ti succede una cosa bellissima, a chi la racconti? o Qual è stata una richiesta d’aiuto difficile da fare? – stimolano la riflessione su esperienze e relazioni. Le 15 illustrazioni introducono archetipi visivi che richiamano emozioni e situazioni, lasciando spazio a interpretazioni diverse.

“L’obiettivo è mettere in discussione una visione rigida e univoca dell’autonomia”, spiega Cristina Cavallo, ricercatrice sociale di Codici coinvolta nello sviluppo del progetto. “Una visione che può diventare un peso, soprattutto per chi vive situazioni di vulnerabilità, come le persone inserite nei percorsi di accoglienza e accompagnamento all’autonomia del progetto Derive e Approdi. Ci piacerebbe che AUT aprisse uno spazio per parlare di desideri. Ma anche di bisogni e incertezze: tutto ciò che fa parte di un cammino di crescita. Può essere molto utile nei contesti educativi e sociali, dalle scuole ai centri giovanili, e grazie alle illustrazioni può coinvolgere ogni età e chi non ha confidenza con la lingua scritta.”

“AUT è uno strumento prezioso per favorire il dialogo e la riflessione sull’autonomia, soprattutto nei contesti più fragili. Con questo mazzo di carte vogliamo restituire valore alle relazioni, alla condivisione e alla costruzione di comunità solidali. È un invito a riconoscere che nessuno cresce davvero da solo. In un territorio metropolitano complesso come il nostro, pensare l’autonomia significa anche immaginare reti di sostegno capaci di includere e valorizzare ogni percorso individuale”, commenta Diana De Marchi, consigliera delegata al Lavoro e Politiche Sociali della Città Metropolitana di Milano.

Dall’esperienza alle carte
AUT nasce a partire da una serie di laboratori che, tra il 2024 e il 2025, hanno coinvolto operatori e operatrici del sistema antitratta e giovani del territorio. Le emozioni e le esperienze emerse negli incontri sul concetto di autonomia hanno ispirato le domande elaborate dal team di Codici e le illustrazioni del mazzo, realizzate da Carol Rollo.

Illustratrice specializzata in campo editoriale e premiata da importanti Annual internazionali, Rollo ha costruito un linguaggio visivo simbolico ma accessibile caratterizzato da quattro colori scelti per la stampa in risograph: rosso, azzurro, dorato e nero.

Così Rollo racconta il processo creativo: “Mi sono lasciata guidare dai materiali raccolti nei laboratori, cercando di costruire immagini che tenessero insieme l’intimità dei vissuti e la dimensione sociale dell’autonomia. Ogni illustrazione rappresenta un equilibrio diverso: tra chiusura e apertura, dipendenza e relazione. Piccoli mondi che si richiamano tra loro. In alcuni casi ho creato archetipi nuovi, simboli che potessero rappresentare sfumature dell’autonomia che non avevano ancora una forma. Anche i colori sono diventati un linguaggio: li ho scelti per evocare emozioni diverse, dalla concretezza della terra alla leggerezza dell’immaginazione.”

Dove trovare AUT – Fare e disfare l’autonomia
In prestito in oltre 80 biblioteche del Comune di Milano e della rete del sud-ovest milanese gestita da Fondazione per Leggere: link a mappa interattiva.
Scaricabile gratuitamente in formato digitale da stampare a questo link.

Hashtag ufficiale: #CarteAUT


Formazione per operatori e operatrici:
A supporto della diffusione di AUT, sono previsti momenti formativi riservati a chi lavora in contesti educativi, sociali e bibliotecari, con l’obiettivo di approfondire lo strumento e valorizzarne l’uso nei diversi ambiti di intervento.


AUT è stato progettato da Codici, all'interno dell’azione di sensibilizzazione e formazione promossa dalla Città Metropolitana di Milano nel progetto antitratta Derive e Approdi, con capofila il Comune di Milano.

Ideazione: Laura Boschetti, Cristina Cavallo, Rochelle Parraga Batista, Camilla Pin Montagnana, Andrea Rampini, Maria Rimondi, Lorenzo Scalchi per Codici e Susanna Galli per Città Metropolitana di Milano

Illustrazioni e Art Direction: Carol Rollo
Impaginazione e grafica: Camilla Pisano
Stampa: Oreri (2025)

Codici
Organizzazione che promuove percorsi di ricerca e trasformazione sociale collaborando, tra gli altri, con enti locali e ministeri, fondazioni, aziende ospedaliere, scuole, università e musei.
www.codiciricerche.it | @codici.it

Città Metropolitana di Milano
La Città Metropolitana di Milano è un ente territoriale di area vasta che coordina 133 Comuni del territorio milanese, con l’obiettivo di promuovere uno sviluppo equo, sostenibile e integrato.
www.cittametropolitana.mi.it

Derive e Approdi
Progetto finanziato dalla Presidenza Consiglio dei ministri, Dipartimento per le Pari Opportunità. Prevede numerose azioni a favore delle vittime di tratta e di grave sfruttamento lavorativo e promuove la sensibilizzazione sui loro diritti. La Città Metropolitana di Milano, per parte sua, supporta la rete di partenariato e organizza workshop formativi multi-agenzia per migliorare l’intercettazione precoce e favorire collaborazioni tra istituzioni e terzo settore.

Carol Rollo
Illustratrice sarda specializzata in campo editoriale. Ha collaborato con case editrici e riviste come il Corriere della Sera, Thomson Reuters, Il Saggiatore, Iperborea e Internazionale. Il suo lavoro è stato riconosciuto da importanti Annual, tra cui Autori di Immagini, 3x3 Magazine e American Illustration Awards.
www.carolrollo.it

 

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Premio Mare di libri 2025

I vincitori

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