Nei giorni difficili dei mesi di di marzo i librai del Coordinamento delle Librerie per Ragazzi, hanno voluto dedicare il bollettino delle migliori novità ai loro libri del cuore, quelli che sono per loro senza tempo né età, che occupano uno spazio importante tra i consigli perché da sempre confortano, divertono, e fanno amare il loro lavoro. Il Coordinamento è nato per unire gli sforzi di alcune librerie specializzate al fine di favorire uno scambio di conoscenze, professionalità e competenze, per perfezionare servizi mirati rivolti a chi abbia necessità o desiderio di servizi e informazioni sempre più specifici, partendo dalla considerazione che alcune realtà, sia pure con stili e interpretazioni distinte, hanno lo stesso modo di intendere e adottano lo stesso approccio nei confronti di editori e clienti.
Vanessa e Beatrice sono una capretta intraprendente e una pecora un po’ paurosa. Vivono in una fattoria e sono amiche del cuore. L’illustratore non le umanizza, ma con grande perspicacia rende visivamente i sentimenti che le animano seguendo con complicità e un pizzico di ironia la simpatica narrazione. La protagoniste decidono di prendersi una vacanza perché ormai si sono raccontate tutto. Non hanno valigie ma prendono in prestito dalla fattoria dei palloncini e una testa di lupo impagliata che infilano in una borsa. Tra chiacchiere e mangiate di erba fresca arrivano in un bosco dove si trovano faccia a faccia con un branco di lupi affamati pronti a divorarle. Vanessa però fa estrarre dall’amica la testa di lupo dalla borsa e la presenta come “un bocconcino fresco e succoso”. I lupi fuggono e all’orso che chiede loro che cosa succede raccontano che hanno rischiato di essere mangiati da una capra e una pecora. L’orso decide di aiutarli pensando al pasto appetitoso che lo aspetta. Vanessa e Beatrice, avvertite dagli scoiattoli, si rifugiano su un albero sotto cui si ferma ansante l’orso. La capretta ha l’idea giusta per salvarsi: con gli zoccoletti fa scoppiare i palloncini che erano sfuggiti all’amica incastrandosi tra i rami e il gran rumore accompagnato dalle sue grida - “C’è un orso!”, “Sciogli i cani!”, “Non lasciamolo scappare!” - fanno fuggire orso e lupi. Le due amiche ora possono tornare alla fattoria sapendo che avranno molte cose da ricordare.
L’originale impaginazione dà modo all’illustratore di mettere in evidenza gli atteggiamenti degli animali con una carica espressiva che rende imperturbabili le due protagoniste, anche perché Beatrice sa affidarsi a Vanessa che ogni volta è capace di cavarsela. I lupi e l’orso, invece, sono raffigurati come animali feroci, ma si dimostrano visibilmente spaventati nel duplice fuggi fuggi.
Le esperienze di viaggio mettono in evidenza gli incontri paurosi, cari alle fiabe, i caratteri contrapposti delle due amiche, il valore dell’amicizia, il desiderio di avventura, ma soprattutto la capacità di superare gli ostacoli con una creatività immediata che trova soluzioni inaspettate tanto gradite ai lettori che fanno il tifo per i più deboli.
Maria Letizia Meacci (da LiBeR 126)
Beatrice e Vanessa
John Yeoman, Quentin Blake
trad. di M. P. Secciani
Clichy, 2019, 32 p.
€ 17,00 ; Età: da 5 anni
A 18 anni dalla prima edizione francese, Gisèle de verre esce finalmente anche in italiano con il titolo La bambina di vetro, in una nuova versione rivista sia nel testo che nelle immagini. Un libro giovanile, dunque, sul quale Beatrice Alemagna ha avuto la possibilità di ritornare da illustratrice matura, nel quale si trovava già racchiusa e condensata la sua inconfondibile cifra stilistica, allora inusuale per l’Italia ma che nel frattempo ha fatto scuola.
Da sempre riconoscente a Gianni Rodari per aver formato il suo sguardo e tutto il suo universo visivo, l’illustr-autrice, come ama definirsi, in questo libro dichiara al lettore di essersi direttamente ispirata al suo Giacomo di cristallo, tanto che “si potrebbe dire che Gisèle sia la sorellina francese di Giacomo”.
La protagonista della storia è una bambina di vetro, tanto pura e luminosa quanto fragile e trasparente. Il suo corpo riflette la luce e assorbe i colori, mentre la sua testa mette in mostra tutti i suoi pensieri. Niente di quello che prova può sfuggire agli altri.
Un essere così strano e delicato attira presto la curiosità della gente, ma nessuno è davvero pronto a sopportare la verità, tanto che Gisèle si vede costretta a lasciare i genitori e vagare per il mondo alla ricerca di una nuova casa. Ovunque vada, però, la sua presenza disturba perché continua a produrre pensieri autentici e a fare da specchio agli altri. Troverà la sua liberazione solo nella consapevolezza che la sua unica e vera casa è il suo stesso corpo, trasformando così la sua fragilità in forza d'animo.
Come scrive Beatrice Alemagna nel sito dei Topipittori, “Gisèle non è una storia che parla di quanto sia potente la verità, ma di autostima e di coraggio. Di viaggio, di ricerca e di speranza”. E anche: “La bambina di vetro ero io, quando soffrivo disperatamente di non poter dire tutto quello che pensavo. La bambina di vetro contiene tutta la mia infanzia. Quella a bocca aperta, piena di libertà e di poesia”.
All’interno della sua caratteristica mescolanza di tecniche, che vanno dal disegno al collage, sono inserite alcune pagine trasparenti, che rendono perfettamente la condizione esistenziale della protagonista e nelle quali è possibile leggere anche un omaggio a un altro grande maestro, Bruno Munari.
Eléonore Grassi (da LiBeR 126)
La bambina di vetro
Beatrice Alemagna
Topipittori, 2020, 32 p.
€ 20,00 ; Età: da 5 anni
