Savona, 8-11 maggio 2025
10° convegno biennale sull’orientamento narrativo
Il regno di Ande Lande è un mondo immaginario dove il prestigio sociale degli abitanti si misura nei nomi. Trentuno sono i nomi del Re. I cittadini e le cittadine umani ne ricevono in numero variabile secondo la benevolenza degli astri, quattro, cinque, diciassette, qualcuno addirittura più di venti. La dodicenne Chel è l’unica ad averne uno solo. Orfana, cresciuta dalla zia, secondo le regole di Ande Lande Chel è destinata a combinare ben poco: pochi nomi sono considerati infatti causa di poca pazienza, poca memoria, poche capacità, spesso propensione ai guai. Eppure Chel manifesta alcuni poteri dei maghi della terra; tuttavia sa che nessuno le crederebbe. Sa anche che la magia, per potersi sviluppare, ha bisogno di un maestro, e nessun astro la prenderà mai come apprendista. Dove passa, Chel, sembra lasciare una scia di disastri. La sua ostinazione a partecipare a una fiera porta una serie di conseguenze catastrofiche e quando la zia e la cugina, che costituiscono tutta la sua famiglia, vengono miniaturizzate e rapite da un misterioso personaggio, la Reina di Tasche, alla ragazzina non resta che imbarcarsi in una rocambolesca avventura per cercare di acquisire competenze magiche e così salvarle. Chel attraverserà paesi con regole proprie, dove il tempo e lo spazio non sono mai certi, così come chi siano gli alleati e i nemici, dove ci sono creature fantastiche di ogni tipo, i mezzi di trasporto sono imprevedibili, le bussole non indicano la direzione, i moli si spostano e le profezie vanno interpretate a volte guardando al passato e non solo al futuro. Dopo Miss Dicembre e il Clan di Luna (2022), Antonia Murgo firma, ancora per per Bompiani, un corposo romanzo di quasi 500 pagine, dall’invenzione fantastica strabordante e originale, dove il mondo prende la forma di un uccello, le piume sono un linguaggio simbolico, i personaggi non sono ciò che sembrano e l’invenzione linguistica continua rivela tutto il piacere di giocare con il suono delle parole.
Alice Bigli (da LiBeR 146)
Ande Lande
Antonia Murgo
Bompiani, 2025, 493 p.
(I grandi e i piccoli)
€ 18,00 ; Età: da 10 anni
Se già Munari, Delaunay, Pacovská, Luzzati si sono cimentati nella creazione di alfabetieri, ora è la volta di Isol, premio Astrid Lindgren nel 2013. Con il suo stile unico e il suo sguardo ironico, la poliedrica autrice argentina offre nei suoi libri sempre un’indagine profonda della società contemporanea, ampliando le prospettive dell’albo illustrato.
In Italia grazie a Logos, ecco la sua interpretazione dell’alfabeto che già dal titolo imbocca una strada tutta sua: la parola abbecedario ricorda quel grosso volume venduto dal burattino per poter partecipare allo spettacolo del terribile Mangiafuoco. Ma oltre all’eredità culturale, abbecedario si presenta come una parola ludica, che gioca sommando le prime quattro lettere dell’alfabeto. Se vogliamo dare una definizione sintetica di questo libro potremmo dire che è un gioco sapientemente libero.
Dopo una vera e propria nuotata a dorso in un mare di lettere nella seconda di copertina, una ad una le lettere sfilano scritte a mano lasciando che il gesto libero dell’artista ne valorizzi la forma. A fianco l’autrice crea un’illustrazione in perfetto “stile Isol”, utilizzando una tecnica di doppi contorni: grazie al segno su forme geometriche, si crea un raffinato effetto fuori registro, che rende i soggetti dinamici, sfuggenti, ironici. Ma è l’aggiunta del testo che crea la vera rivoluzione. Ecco un esempio: c’è un grande Elefante con una lunghissima scala appoggiata alla pancia e a fianco una piccolissima bambina, con valigia, che lo guarda; il testo recita “Andiamo in vacanza?” Scardinando la tradizione che vuole lettera, immagine e parola in perfetta sintonia (E come Elefante), Isol si libera totalmente ma segue due regole: crea immagini evocate dalla composizione di forme geometriche e dà vita a un testo che comprende una parola che comincia con la lettera scelta, in questo caso la parola “vacanza” (ma forse anche la sottintesa valigia). Così di pagina in pagina genera uno stupore divergente, apparentemente ironico ma, sotto la superficie, profondamente emotivo e visionario. Un ennesimo inno all’infanzia. Grazie ad un suggerimento dell’editore italiano, l’opera si completa con una pagina di istruzioni per fare dove Isol spiega il suo progetto e invita i bambini e le bambine a creare il loro abbecedario.
Cristina Busani (da LiBeR 146)
Abbecedario stravagante
Isol;
trad. di L. Vergara Huilcamán
Logos, 2025, 48 p.
(Gli albi della Ciopi)
€ 16,00 ; Età: da 5 anni
