La serie televisiva Th1rteen R3asons Why, andata in onda su Netflix nel 2017 e basata sul romanzo 13 dello scrittore Jay Asher, é stata vista da migliaia di ragazzi. Quali sono le riflessioni che scaturiscono dalla visione degli episodi? In LiBeR 117 Antonio Piotti e Roberta Invernizzi, psicologi e piscoterapeuti, nel contributo "Tredici ragioni per vivere" analizzano la serie, acclamata dalla critica per l'interpretazione del cast e l'approccio a temi delicati come il suicidio, il bullismo e la violenza sessuale, mentre numerosi psicologi e consulenti scolastici hanno discusso i possibili rischi di emulazione da parte dei giovanissimi. Piotti e Invernizzi propongono alcune riflessioni a partire dai passaggi più significativi degli episodi, utilizzando anche il confronto con il romanzo e soffermandosi qanche sul ruolo degli adulti, che hanno il compito di soffermarsi davanti all'abisso con gli adolescenti che vi guardano, perchè l'abisso "non se li prenda definitivamente con sé". Il contributo è disponibile anche su LiBeRWEB in versione integrale.Sommario di LiBeR 117 - Per acquistare LiBeR

In LiBeR 117 tre autori di romanzi che hanno al centro il disagio giovanile raccontano la loro esperienza di scrittura. Jasmine Warga, autrice di Il mio cuore e altri buchi neri (Mondadori, 2015), intervistata da Federica Velonà esplora il tema della depressione e delle relazioni che aiutano a vedere le proprie qualità, entrando nei pensieri di una ragazza afflitta da problemi più grandi di lei. Lo scrittore americano Matthew Quick, intervistato da Francesca Tamberlani, nel romanzo Perdonami, Leonard Peacock (Salani, 2014) racconta senza retorica il disagio giovanile e parla di come in un ambiente sociale segnato dall'omologazione essere diversi possa rappresentare un carico molto pesante da sopportare. Melvin Burgess, autore di numerosi romanzi che hanno per protagonisti gli adolescenti e le loro emozioni, nell'intervista raccolta da Gabriela Zucchini racconta come la narrativa possa essere utile per svelarci aspetti sconosciuti della realtà, a patto che gli autori siano disposti ad affrontare temi profondi con onestà, sincerità e comprensione, senza giocare con facili emozioni.