Una foglia
Featured

Una foglia

Una foglia
Silvia Vecchini, ill. di Daniela Iride Murgia
Edizioni Corsare, 2017, 32 p.
€ 18,00 ; Età: da 4 anni

Un libro illustrato semplice e profondo che racconta di cosa sia la serenità, di cosa sia l’impermanenza, di cosa sia lasciarsi andare al cambiamento, di cosa sia ogni cambio di stato, ogni sparizione, ogni morte anche simbolica, di cosa sia l’avventura. Lo fa con le parole di Silvia Vecchini, misurate, importanti, lievi e insieme scelte con precisione poetica a costruire una narrazione che poggia sulla forza di una protagonista e di un punto di vista inusuali, essendo la storia di una foglia, dei suoi pensieri, della sua esperienza, del suo rapporto con il vento e, appunto, con il lasciare andare si potrebbe dire, alle volute o raffiche ventose del destino. Nelle eleganti pagine giocate nell’equilibrio fra campiture cromatiche materiche, texture e tratti di matita colorata su fondi candidi da Daniela Iride Murgia vibra un’energia contenuta e gioiosa che ha il sapore dell’avventura. Non risulta così una storia astratta ma al contrario l’osservazione di una storia minuta eppure universale, naturale eppure umana e spirituale. La foglia di ginko biloba guarda giù dall’albero, ragiona di cadute e sparizioni di foglie portate dal vento o spazzate via; intorno all’albero scorre la vita della città, in raffinati rimandi prende forma la vita fra movimento continuo, mezzi di trasporto, giochi di bambini, scritte e oggetti.
“Per tutto l’albero, a ogni altezza e ramo, le leggende su dove andassero a finire le foglie secche si erano sempre sprecate. Poco più tardi sentì un pizzicore alla base del picciolo. Pensò che poteva lamentarsi. E chiamare le altre foglie. E far paura a tutte quelle che dormivano dicendo che a breve sarebbero cadute anche loro. Ma ebbe un’altra idea”. La foglia non si adagia neanche un minuto nella tentazione del lamento, non si compiace della malinconia che può appropriarsi di ogni incontro con ciò che non è noto, non vuole alimentare la paura, ma decide al contrario di vivere il proprio tempo in solitudine, senza parole e con attitudine creativa. La foglia si lascia guidare dalla curiosità, da ciò che ha sempre osservato con attenzione intorno a sé e immagina già una nuova strada: “Pensò semplicemente che era meglio prendere il vento come si prende il tram”.

Marcella Terrusi
(da LiBeR 117)