Ululò il lupetto che non vuole andare a letto
Amélie Galé; ill. di Jack Tow
Officina libraria, 2012, p. 48
€ 14,00 ; Età: da 3 anni
Se ci fosse un premio Strega per i più piccoli questo lupetto che non vuole andare a letto lo meriterebbe senza se e senza ma (e se qualche bilioso editor si azzardasse a chiamare i due autori – il cui nome d’arte viene smascherato nel colophon – mestieranti, scribacchina la prima e pittorucolo l’altro, meriterebbe, quell’editor, di essere “menato” da Pennacchi). Perché un “lettore”, anche piccolissimo, non potrebbe che restare a bocca aperta e incantato fin dalla prima pagina della storia di una famiglia di lupi i cui lupacchiotti si chiamano Ululò appunto, Ululì il fratellino e Ululà la sorellina. Il gioco di assonanze ripetitive è assolutamente irresistibile, anche per un adulto (ce lo ha insegnato Marty Feldman in Frankenstein Junior).
Ululò non vuole alzarsi la mattina perché ha ancora sonno, a scuola si addormenta, a casa quando gli altri giocano a corse, morsicotti e leccatine dorme ancora. Ma quando è ora di dormire per tutti, ooops, lui non ha più sonno a comincia ululare ululare ululare. Per la disperazione di tutti. Finché il papà esasperato ma geniale prende per la collottola l’ululatore insonne e tutto contento – “Dove mi porti papà? Che bello, che bello!! Giochiamo? Giochiamo, giochiamo, giochiamo!!” –, lo depone davanti a un recinto pieno di pecore e gli propone un nuovo gioco che si chiama Contalepecore. “E molte pecore dopo…tutti, proprio tutti…dormirono felici e contenti”. Lo vediamo ridere di gusto il bambino che la tira lunga la sera prima della nanna riconoscendosi nel fratello a quattro zampe.
E l’albo meriterebbe lo Strega anche perché lascia con tanto di occhi spalancati il piccolo “lettore” davanti a disegni a matita e carboncino delicati, sfumati, ma chiarissimi e comprensibilissimi pure per i più piccini, quindi messi in condizione di seguire, capire, godere la storia anche nel suo iter narrativo con facilità, gioia, soddisfazione e autostima. Beh, se non lo Strega, almeno un premio Nati per leggere a questo lupetto che non vuole andare a letto bisognerebbe darglielo. E un plauso merita Officina libraria, editrice specializzata in pubblicazioni d’arte, che da poco è entrata con coraggio e raffinatezza d’opere nel mondo dei bambini.
Fernando Rotondo
(da LiBeR 97)
Ululò il lupetto che non vuole andare a letto
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