Troppo mitico!
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Troppo mitico!

Troppo mitico!
Gianfranco Liori
Il Castoro, 2011, p. 186
(Il Castoro bambini)
€ 13,50 : Età: da 9 anni

I romanzi di argomento calcistico non hanno mai goduto molta fortuna (forse perché i ragazzi il calcio preferiscono giocarlo o vederlo dal vivo o alla tv), ma la meritatamente fortunata serie Gol di Garlando ha spalancato le porte a un’invasione di racconti di questo tipo, più o meno riusciti, che esaltano valori positivi come l’amicizia, la lealtà, la sana competizione, il gruppo di diversi anche per provenienza etnica e colore, lo spirito di sacrificio, lo sforzo per raggiungere una meta.
Il libro di Liori, è del tutto diverso, va controcorrente, non rispetto ai valori, tutt’altro, ma perché introduce una variante interessante. E se al protagonista non piace giocare a pallone o questo non è in cima ai suoi interessi?
Salvatore si chiama così perché è nato dentro lo stadio, “espulso” dalla pancia della mamma per il boato causato dal gol che salutava la salvezza dell’Olimpya dalla retrocessione. Ora ha 11 anni, preferisce studiare scienze piuttosto che giocare a calcio, il libro preferito è Relatività, Cosmologia, Astrofisica, vorrebbe in regalo un microscopio e invece riceve uno smartphone e una playstation dal padre che sogna per lui un futuro da campioncino da vendere e farci su tanti soldi. Naturalmente è considerato uno sfigato, chiamato secchione, sbeffeggiato dalla bellissima e fichissima della scuola. Impossibile realizzare il sogno di tanti giovani: un calciatore fidanzato con una velina.
Ma Salvatore, con l’aiuto di amici fidati manda a monte i piani che altri hanno fatto alle sue spalle: non farà il calciatore, saboterà i loschi maneggi per vendere il campione sudamericano Cacao e salverà così l’Olimpya, studierà scienze insieme a una ragazzina appassionata come lui e forse insieme rinnoveranno i fasti dei coniugi Curie. Ma non corriamo troppo. Accontentiamoci di fare il tifo per un ragazzino che trova il coraggio di essere se stesso. Liori racconta con brio, a tutto ritmo, un colpo di scena dietro l’altro, senza prediche moralistiche, lasciando che parlino i fatti, con linguaggio secco e accattivante.

Fernando Rotondo
(da LiBeR 93)