The kissing game
Featured

The kissing game

The kissing game
Aidan Chambers; trad. di Duccio Viani
Giunti, 2011, p. 189
(Extra)
€ 10,00 ; Età: da 14 anni

“Essere un artista è molto più complicato di quanto non sembri” disse Ursula.
“Essere la maggior parte delle persone è molto più complicato di quanto non sembri” rispose Paul. (p. 42)
In questo breve dialogo tra i due giovani protagonisti del racconto “Una giornata tutta per sé”, con cui si apre The kissing game, sta la chiave di lettura del nuovo libro di Aidan Chambers: “crescere è molto più complicato di quanto non sembri”, e la letteratura rappresenta uno straordinario strumento per acquisire consapevolezza e immaginare il futuro.
Quest’ultima opera di Chambers ha caratteristiche del tutto originali: non un romanzo, ma sedici testi diversi, sia per i temi affrontati sia per la struttura narrativa adottata, scritti in una lingua precisa ed elegante. Storie spesso caustiche, irriverenti, audaci, talvolta completamente spiazzanti, i cui giovani protagonisti stanno vivendo tutte le angosce, i desideri, le aspirazioni, le irrequietezze di chi si sta affacciando all’età adulta, senza goderne ancora alcun privilegio. Storie di sfide, raccontate in forma di brevi racconti, lettere, dialoghi e flash fictions, cioè testi, questi ultimi, di non più di mille parole, di generi diversi, completi e autoconclusi, considerati dall’autore una forma letteraria d’avanguardia, adatti a essere scritti e letti sui piccoli schermi di computer, iPhone e e-reader.
Un libro che apre nuove prospettive non solo di lettura ma anche di scrittura, in grado certamente di catturare l’attenzione dei giovani lettori per la brevità dei singoli racconti, la varietà dei temi affrontati, l’imprevedibilità delle situazioni che invitano a riflettere sfidando il senso comune. Un libro che induce a pensare che dopo una lunga carriera costellata di riconoscimenti (dalla Carnegie Medal all’Hans Christian Andersen), Aidan Chambers abbia ripreso il percorso alla ricerca di nuovi paesaggi, e di nuove forme, per esprimere il “nuovo” che si dispiega davanti ai giovani lettori.

Gabriela Zucchini
(da LiBeR 93)