Sonno gigante sonno piccino
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Sonno gigante sonno piccino

Sonno gigante sonno piccino
Giusi Quarenghi, ill. di Giulia Sagramola
Topipittori, 2014, p. 32
€ 20,00 ; Età: da 3 anni

L’album di famiglia (da sempre dispositivo educativo fondamentale) è il repertorio prescelto da Giulia Sagramola per abitare le pagine di questo albo che riempie di stupore fin dalla folgorante copertina. Fra fotografia e invenzioni digitali, camicette e mostri abissali, bianco e nero e colore lo sguardo cerca ancora e ancora narrazione, mentre il testo appare spaesante nella sua semplicità poetica, perché è una ninna nanna.
La radice di ogni racconto, di ogni dire infantile e di ogni dire all’infanzia, è la ninna nanna, la filastrocca, quel narrare nonsensicale e musicale che è danza delle parole e culla del sonno. E in questo spazio di racconto sintetico e primordiale, ritmico e ripetuto si muovono fantasmi e personaggi stupefatti e ironici nei travestimenti che l’illustrazione di Giulia, come un sogno, inventa. Album di famiglia personale e trasfigurato, questo album di famiglia diviene anche il nostro.
Un genere letterario quasi declinato in un progetto visuale che ravviva e riscopre quella speciale dimensione che la fotografia ha occupato nella costruzione della storia di famiglia e del suo immaginario iconografico, aprendo al fantastico, alla parodia, allo humour, alla vertigine della stratificazione del tempo. Le apparizioni si intrecciano, i personaggi ricorrono e si rincorrono, si riconoscono e confondono e diventano icone sospese su immagini inattese, inattuali perché troppo attuali, anacronistiche perché giocano con la macchina del tempo, del tratto, dell’invenzione. Sembra rispondere alle discussioni (spesso oziose) sui limiti dell’illustrazione digitale questo lavoro, che dimostra come lo sguardo e la mano dell’artista sappiano togliere l’incarto che rende le cose obsolete e invisibili, per dare la nuova luce dello stupore, sottraendo, qui letteralmente, immagini e storie al tempo per farle muovere nell’orizzonte dei tempi lunghi, quell’infinito e rotondo orizzonte di tutte le storie. La proposta è quella di una riflessione, un gioco, una lettura poetica da reiterare. Leggere, e rileggere, guardare e sorridere. Lo spaesamento dell’arte contemporanea e dell’illustrazione contemporanea è anche questo: invito a smarrirsi e trovarsi nello stupore, a guardare e leggere ancora le nostre sempre nuove e vecchie storie.

Marcella Terrusi
(da LiBeR 103)