Rumi: la mistica del suono e la danza dei Dervisci
Ferdinando Albertazzi, ill. di Emanuela Orciari
RueBallu, 2014, p. 80
(Jeunesse ottopiù)
€ 18,00 ; Età: da 8 anni
Una nuova cultura dell’energia: al di là di Oriente e Occidente. Così era intitolato un preziosissimo volumetto di Luce Irigaray di qualche anno fa, germinato dal suo desiderio di ricamare in un’unica tela la sua ricerca nell’ambito della filosofia occidentale e il suo incontro con la sapienza orientale e in particolare con lo Yoga. Un’opera che scaturiva dalla voglia di creare ponti, illuminazioni parallele. E soprattutto dalla volontà di conoscere più a fondo l’altro da sé. Posso immaginare che Rumi: la mistica del suono e la danza dei Dervisci, un testo di Ferdinando Albertazzi, intarsiato visivamente da Emanuela Orciari e forgiato dalla casa editrice musicale rueBallu, muova da un intento molto prossimo a questo.
Vi ritroviamo l’esperienza solida e distillata di un autore come Albertazzi, qui alle prese con la biografia e l’opera di Jalāl al-Dīnī Rūmī, il più grande poeta mistico persiano. Dalle carte del Diametro del Tempo, i più antichi responsi del futuro, dove si specchia per la prima volta nei 4 momenti del suo esserci, ciascuno con il suo ventaglio di ologrammi (compresa la nascita a Balkh nel 1207 e l’incrocio con se stesso a venire, nello splendore viaggiante di una barca di stelle); all’incontro con il caleidoscopio aereo delle foglie e del vento, a quello con l’eremita che gli insegna il rispetto come armonia tra gli umani, ai maestri che, dopo il padre, sono come lanterne, alla scoperta del reincarnarsi delle creature, alla potenza immane delle parole come suono trascinatore del mondo. Fino al fondersi con l’Assoluto, fino a farsi corpo danzante che riflette il mulinare delle gocce, il moto perfetto del mulino, fino a fondare la congregazione dei Dervisci rotanti, patrimonio inestimabile dell’umanità, e alogica gioiosa via verso noi stessi e Dio. Innanzi a questo oceano di profondità di storie e di versi, la scrittura di Albertazzi si mostra duttile e attenta, la visionarietà di Orciari sensitiva e impalpabile, spiritualmente radiante. La squisita cartotecnica di rueBallu fa il resto.
Maria Grosso
(da LiBeR 106)
Rumi
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