Quindici giorni senza testa
Dave Cousins; trad. di G. Guasco
San Paolo, 2013, p. 327
€ 17,90 ; Età: da 13 anni
Quindici giorni per cambiare il colore della vita della mamma; quindici giorni per vincere, a un quiz radiofonico, un viaggio premio da regalarle. Così ogni sera Laurence entra nella cabina telefonica sotto casa e compone il numero della stazione radio. Ogni volta tre domande e, se ce la farà, il premio sarà suo. Ma le cose si complicano perché la mamma una sera non torna e nemmeno quella dopo e così per tutti i giorni a seguire.
Laurence ha solo 15 anni e deve mettere in campo grande inventiva per schivare le domande degli insegnanti, per sottrarsi all’invadenza della vicina di casa, per badare al fratellino, trovare gli spiccioli per comprare qualcosa da mangiare, per fare fronte alla disperazione quando si brucia la pizza o si allaga il bagno o non c’è più neanche una maglietta pulita. Non siamo però alle prese con un romanzo strappalacrime: le sue pagine sono percorse sempre dalla vena ironica di Laurence, il dolore è stemperato dalle battute leggere e spiazzanti di Jay, appassionato di cartoni animati e fan di Scooby-Doo e che, come il suo cane preferito, abbaia, ringhia e morde; dalla presenza di una amicizia vera e solida con Mina, l’unica cui Laurence riuscirà a raccontare i guai della sua vita. E che, insieme ai due fratelli, farà squadra per aiutarli a ritrovare la mamma, traghettando la storia verso il lieto fine.
Fa bene e fa male leggere questo romanzo: fa bene perché ci regala il ritratto di un ragazzo autentico, generoso, pieno di risorse, assolutamente convinto che la sua strampalata famiglia vada difesa e protetta a tutti i costi e con tutte le forze che gli consentono i suoi 15 anni. Fa male perché mette a nudo una realtà durissima: una madre alcolista persa nelle volute della depressione, incapace di risollevarsi e di prendere in mano la propria vita, una donna che accetta i lavori più umili per mantenere i suoi figli. Una madre sempre in fuga dai servizi sociali che vorrebbero toglierle Laurence e Jay, e disperata perché sa che i suoi ragazzi meritano molto, molto di più.
Con il Premio Andersen 2013 a Quindici giorni senza testa, miglior libro per Giovani Adulti, la casa editrice San Paolo conferma ancora una volta la qualità delle scelte del suo catalogo per ragazzi.
Paola Bertolino
(da LiBeR 100)
Quindici giorni senza testa
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