Nina
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Nina

Nina
Alice Briere-Harquet, Bruno Liance
Trad. di S. Viviani
Curci, 2016, 40 p.
€ 14,90 ; Età da 6 anni

Una mamma canta la ninna nanna alla sua bambina “Dream, my baby dream / until spread your wings”. Ma la piccola non ha sonno e la madre le racconta la sua storia. I giovani lettori potranno così conoscere i momenti difficili di una bimba di colore diventata, con il nome d’arte di Nina Simone, la “signora del jazz”.
Agli inizi Nina suona il pianoforte, che con i suoi tasti bianchi e neri le rievocano l’armonia della musica, armonia che manca tra i bianchi e le persone di colore private dei diritti civili. Nina dodicenne (1945), al suo debutto in pubblico, si rifiuta di mettersi al piano finché sua madre, cacciata in fondo alla sala perché nera, non riprende il suo posto in prima fila. Al primo concorso pubblico, pur riconoscendone la bravura, Nina non viene ammessa perché di colore. Ma proprio per il suo talento che si traduce in uno stile particolare  ̶ un mix di classica, jazz, blues, popolare  ̶  sarà accettata, applaudita e amata. È stata famosa anche come attivista perché si è battuta per i diritti civili degli afroamericani che riusciranno a ottenerli per merito di un grande uomo: Martin Luther King.
Poche ma suggestive parole in versi delineano una vita dedicata con passione alla musica in un libro che invita i lettori a perseguire con tenacia i loro sogni anche attraverso umiliazioni e sacrifici. Dal punto di vista visivo le illustrazioni in un bianco e nero sfumato, esaltano dolcemente le figure della mamma e della bimba che l’ascolta. Originali le note musicali che s’innalzano intorno al pianoforte come neri e bianchi soffioni. Realistiche, invece, le figure dei grandi musicisti, da Mozart a Chopin, e quelle delle persone che innalzano i cartelli con la richiesta del diritto ad avere una casa, il lavoro, il voto, uguali diritti, e una paga adeguata “subito”, con accanto la figura di Nina che sul suo cartello rivendica la possibilità di essere neri, giovani e di talento. Le immagini sono su doppia pagina e molto suggestiva è quella in cui si vedono in primo piano le mani e il profilo di Nina, mentre suona, che incorniciano il viso della madre dal sorriso triste. Le canzoni e le parole in inglese del testo sono tradotte e stampate sul retro dell’ultima pagina.

Maria Letizia Meacci
(da LiBeR 111)