Lea e l’ elefante
Kim Sena; trad. di Rosa Chefiuta & Co
Orecchio Acerbo, 2017, 44 p.
€ 15,00 ; Età: dai 5 anni
C’è una fortissima musicalità nel libro di Kim Sena grazie all’ uso cromatico della matita, che crea immediatamente una tonalità e un’atmosfera, al ritmo di frasi essenziali, scritte con caratteri diversi per dare effetti di forte e piano, e grazie ai due temi, l’elefante e la bambina, intrecciati in un dialogo onirico. È sempre difficile accogliere un nuovo elefante: da Babar a Elmer, agli illustrati di Bachelet, la letteratura pachidermica si arrichisce periodicamente di nuove perle che ogni volta sembrano insuperabili. L’elefante è il grande che rimane piccolo, è qualcosa che riguarda il nostro io percepito, esagerato nella relazione col mondo, eppure fragile.
Questa di Sena è una storia – con una precisione del tratto di eco fiamminga e una potente suggestione lirica – adatta a tutti sulla necessità dell’amicizia, sul dolore della solitudine, sul nostro inevitabile egoismo e soprattutto sul valore che la vita rilancia ogni volta che ci mettiamo in gioco con sincerità. Cosa può fare una bambina che si sente la regina di un palazzo i cui giochi non la divertono più? Invitare un elefante a prendere un tè. Anche lui, separato dal branco, si annoia: “Mi chiedevo se ci fosse qualcosa di più eccitante da fare”.
Lea, sempre animata da un senso di incontentabilità, lo vuole stupire e gli promette che lo farà volare. Comincia il training alla leggerezza: lo dipinge di bianco, attacca un palloncino rosso alla sua proboscide. Nonostante i tentativi il pachiderma riconferma la sua indole terricola e la sua voglia di ritornare a rotolarsi nel fango. La bambina protesta con autentico puntiglio infantile quando si scatena una tempesta, la casa è spazzata via, e si ritrova sola con la sua paura di essere abbandonata: “Ho mentito. Io non so volare.Volevo solo rimanere con te”. In un crescendo cromatico le tavole dal bianco e nero passano al colore e l’elefante sollevandola con la proboscide la libra in aria. “Da sola non puoi farcela, ma se staremo vicini io potrò sempre aiutarti”.
In una perfetta sinergia di parola e segno l’amicizia tra Lea e l’elefante prende ora davvero il volo.
Elena Baroncini
(da LiBeR 115)
Lea e l’ elefante
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