Le cose della vita
Tine Mortier, ill. di Kaatje Vermeire
Kite, 2017, 32 p.
€ 16,00 ; Età: da 6 anni
Sempre più si allunga la vita, con una vecchiaia segnata però spesso da malattie degenerative gravi. I bambini assistono alla trasformazione di nonni e bisnonni, con i quali la relazione può essere ancora possibile ma da fondare su basi nuove. Così accade anche a Maia, giovanissima protagonista di questo albo, presentata dapprima intenta a giocare con la nonna, insieme allegre e solari, con complicità da grandi amiche, così affini malgrado le diverse età. Improvviso e spietato però arriva un ictus. La nonna perde le parole e l'energia, mentre la bambina, silenziosa e incredula, attende per un po' che torni come prima. Questo però non avviene e sopraggiunge invece la morte improvvisa del nonno. E qui verrebbe da dire che non è possibile, che c'è troppo, troppo dolore, ma in realtà invece sappiamo bene che nella vita è così che va, che “le disgrazie non vengono mai sole”. Chissà perché allora da un libro per bambini si vorrebbe maggiore parsimonia nel mostrare i dolori possibili, nel narrare “le cose della vita”, alle quali occorre invece fare fronte. Esattamente come fa Maia: nata impaziente e veloce, rapidamente reagisce, e agisce per e con la nonna. Le riempie la stanza d'ospedale di oggetti, la sostiene e accompagna nelle nuove avventure e battaglie, contro infermiere e medici per esempio, che non vogliono lasciarle salutare il marito morto.
Il libro merita appieno il titolo e non scivola mai nel dramma o lacrime facili sia grazie al testo misurato, che rende bene la precisa e vitale testardaggine della piccola, che alle incantevoli illustrazioni, che cambiano luce, dalle assolate pagine iniziali, agli oscuri momenti della malattia e della morte, al rarefatto velo di ghiaccio nel commiato al nonno. Sempre al centro bambina e nonna, insieme in una relazione che attraversa stagioni e fasi della vita, e che continua a essere il fulcro anche mentre il resto cambia e qualcosa va irrimediabilmente perduto. Unica pecca di questo albo importante e coraggioso – che non ha paura di mostrare una bara, infrangendo quello che sembra essere un tabù degli albi infantili − le figure stereotipate dei nonni che, anche qui come in molti altri casi, sono raffigurati così come in realtà sono gli attuali bisnonni.
Antonella Lamberti
(da LiBeR 118)
Le cose della vita
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