La volpe e la stella
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La volpe e la stella

La volpe e la stella
Coralie Bickford-Smith; trad. di M. Romanò
Salani, 2016, 64 p.
(Illustrati)
€ 23,00 ; Età: dai 5 anni

Se, guardando la mappa del cielo, una stella ci apparisse luminosa nella notte buia, chi di noi non desidererebbe che un nascosto filo lo unisse a lei? Chi non si sentirebbe in qualche modo legato alla profondità dell’infinito? “Stella era l’unica amica di Volpe. Illuminava la strada per Volpe, mentre lei andava a caccia di scarafaggi e si buttava tra le spine aggrovigliate”, racconta Coralie Bickford-Smith in un libro che è insieme un racconto e un’ode alla bellezza dell’universo, nello stesso spirito che ispirava a William Blake i versi di Auguries of innocence: “Un mondo in un grano di sabbia, un paradiso in un selvatico fiore, l’infinito nel palmo della mano, l’eternità nel volgere di un’ora.”
La bellezza nascosta e meravigliosa della natura si coglie in ogni pagina del libro della Bickford-Smith, nell’accuratezza grafica alla William Morris e allo stile liberty dei suoi libri stampati dalla Arts and Crafts, nella felice mano che traccia con segno elegante e raffinato foglie di felci, tronchi d’albero, scarafaggi e lepri. Pochi colori (blu e arancio, nero e grigio) conferiscono un ritmo binario a illustrazioni a tutta pagina alternate ad altre in cui il testo è incorniciato dalle figure, talora in un positivo/negativo che ricorda Escher, ma più raffinato. Quando il legame con Stella si interrompe, Volpe cade in uno stato di prostrazione dal quale si scuote solo per andare alla ricerca di lei. È una metafora della vita, del bisogno che spinge l’uomo a procedere a tastoni nel buio della notte alla ricerca di una luce, del suo aprire varchi, azzardare risposte e accettare silenzi nell’incessante bisogno di orientarsi nel mondo, di riuscire a trovare la Stella Polare. “E quindi uscimmo a riveder le stelle” scriveva Dante alla fine dell’ultimo Canto dell’Inferno, ed è quanto succede a Volpe: “Sotto il cielo punteggiato di stelle brillanti Volpe trovò la propria strada nella foresta.” La bellezza di questo libro è annunciata già dalla copertina (premiata dalla Academy of British Design come miglior copertina del 2016), dove rovi intrecciati sono stampati in negativo su tessuto blu scuro, e si disvela sempre più evidente mentre si sfogliano le sue pagine.

Angela Dal Gobbo
(da LiBeR 114)