La principessa e il drago
Robert Munsch, ill. di Michael Martchenko
Trad. di I. Maria
EDT-Giralangolo, 2014, p. 28
(Sottosopra)
€ 12,00 ; Età: da 3 anni
Quali sono le attese di un bambino che legge La principessa e il drago? Si aspetta certo che il ruolo della principessa sia quello di avere l’aiuto del principe azzurro che uccide il drago. Invece qui il principe è rapito dal drago che incendia il suo castello. La povera principessa non trova altro che un sacchetto di carta da indossare per andare alla ricerca del promesso sposo sfidando ripetutamente il drago. Quando arriva nella sua caverna libera il principe che, al vederla malconcia e con i capelli bruciacchiati, la respinge. Elisabeth non si adombra perché lo ritiene un “poveraccio” anche se veste elegantemente e se ne va libera e felice di non sposarlo.
Lo stereotipo di genere che affligge il femminile è scardinato, come avviene per altri protagonisti della serie. Il trattore della nonna narra di un’arzilla signora che guida il trattore e lavora nei campi, però prima di partire, com’è prerogativa squisitamente femminile, si lucida le labbra. Il marito fa il “casalingo” ma è anche in contatto con gli amici tramite e-mail e radio CB. In Una bambola per Alberto, il padre del bambino è preoccupato perché il figlio desidera ardentemente una bambola. Gli regala un pallone, un trenino elettrico, ma Alberto non demorde e si confida con la nonna che dona al nipote una bellissima bambola perché così Alberto imparerà a diventare un bravo papà. In Tito Lupotti e in L’abominevole orsetto delle nevi, cadono i tabù attribuiti al lupo e all’orso. Straordinario il finale di Tito che vuole fare il fioraio, mentre gli animali che hanno paura dell’abominevole sono da lui invitati a mangiare una torta! Gli scolari alieni de Il pianeta stravagante, dopo tante congetture, scoprono come si possono riconoscere i maschi dalle femmine da un’esplicita tavola che il professore gli fa vedere.
Le illustrazioni degli albi sono variegate e di notevole qualità, con vicende dotate di palpabile ironia che scardinano tanti stereotipi trasmessi nel tempo. Mettere in discussione certe prese di posizione radicate, aiuta i bambini a comprendere l’importanza del cambiamento di una realtà distorta che vede ancora ruoli maschili e femminili ben distinti, ma destinati a frantumarsi se l’orientamento culturale della parità dei sessi fosse promosso fin da piccoli. E qui sta l’importanza del modello letterario proposto dalla collana.
Maria Letizia Meacci
(da LiBeR 103)
La principessa e il drago
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