La grande storia di un piccolo tratto
Serge Bloch; trad. di T. Gurrieri
Clichy, 2017, 88 p.
(Carrousel)
€ 19,00 ; Età: da 4 anni
È ancora la linea rossa della vita il motivo ispiratore di questo nuovo lavoro di Serge Bloch, creativo e illustratore di libri per l’infanzia molto popolare in Francia, apprezzato illustratore editoriale presso le maggiori testate statunitensi. Il piccolo protagonista della storia incontra sulla sua strada un pezzetto di linea, se lo mette in tasca e lo porta a casa, riponendolo sulla mensola insieme ad altri piccoli tesori ritrovati in precedenti passeggiate. Ci pensa solo ogni tanto a quel piccolo oggetto, finché un giorno lo adagia su una pagina di quaderno, e la cosina da niente prende vita. Basta un piccolo incoraggiamento, qualche breve lezione ed ecco che il tratto si muove, poi si trasforma e scorre incontenibile; si anima di vita propria e anima di nuova vita il bambino, che adesso ha un compagno di giochi, a tratti irascibile e dispettoso, amico inseparabile che condivide le sue emozioni, lo aiuta a crescere e a sperimentare il mondo.
I segni rossi e neri si intrecciano e dialogano scarni sul bianco della pagina, esprimono vitalità, umorismo positivo, condensano emozioni e poesia; si percepisce un effetto di spontaneità che richiama alla libertà del segno creativo (e creatore) di un bambino, nel suo fidarsi del gesto grafico per rendere immediatamente visibile quello che vede o immagina.
Come in Io aspetto (Kite, 2015), il tratto rosso si allunga, si piega, si frantuma, metafora immediata del concatenarsi e fluire delle esperienze nella vita; e, come in quel lavoro, c’è un passaggio temporale che trasforma il bambino in un uomo consapevole che lo scorrere della propria vita va a sfociare nel futuro. Con un chiaro riferimento autobiografico, in una pagina-omaggio ad artisti (Paul Klee, Saul Steinberg, Robert O. Blechman) cui l’autore deve ispirazione e tecnica artistica. Per Bloch il disegno è un linguaggio intimamente connaturato a noi, gesto espressivo che i bambini praticano istintivamente: “tutti i bambini disegnano; è un linguaggio naturale. Smettono solo quando non possono più credere che quello che disegnano sia vivo”. Recuperare questa primordiale fiducia, ci insegna Picasso, può richiedere una vita intera.
Fausto Boccati
(da LiBeR 116)
La grande storia di un piccolo tratto
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