L’isola di Bestierare
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L’isola di Bestierare

L’isola di Bestierare
Jack Prelutsky; ill. di Peter Sís
Trad. di Giusi Quarenghi
EDT Giralangolo, 2012, p. 32
€ 13,50; Età: da 5 anni

È un viaggio in un paese fantastico quello che il poeta Jack Prelutsky racconta in rima nel libro L’isola di Bestierare, illustrato dal grande maestro Peter Sís e tradotto da Giusi Quarenghi, viaggio che ha inizio con le parole: “Salpiamo per l’isola di Bestierare… no, non la trovi sulle carte navali”.
Invitano il lettore a esplorare  territori abitati da bizzarre creature, esseri ibridi che mescolano il regno animale con quello vegetale e danno origine a eccentriche combinazioni, come il rinocerosa, un rinoceronte di profumati petali rosa, o come le pappalontre, animali dalla testa di pappagallo e il corpo di lontra, o ancora la bananaconda, lungo serpente con la buccia, che scivola sulla pancia e si sbuccia, così di lei “resta solo una pelluccia”.
Variazione figurata del Paese delle meraviglie, non prende vita dai nonsense di Lewis Carroll ma da uno strabiliante e immaginifico catalogo di animali che ricorda il Manuale di zoologia fantastica, senza avere di quello, accortamente, l’erudito retroterra culturale che caratterizzava uno scrittore complesso come Borges.
Qui il gioco si costruisce tra le parole in rima, ottimamente adattate da Giusi Quarenghi, e la magia delle figure alle quali Peter Sís assegna splendida vita. Sembrano uscire da un taccuino di viaggi, dove un disegnatore dal tratto preciso e minuto prende nota di ogni forma di vita e di ogni animale, ritraendoli nell’ambiente naturale. E le parole sono lì, ironiche e divertenti, a dirci che tutto è un gioco, forse un sogno…
Certamente è una lettura, per iniziare la quale bastano poche cose: attenzione e curiosità. Due bimbi, muniti di monopattino e di salvagente, accompagnano il lettore lungo tutto il libro, coloratissimi entro illustrazioni quasi monocrome, e lo guidano a esplorare le immagini che, tratto dopo tratto, rivelano dettagli a prima vista inavvertiti, come le lievi tracce di misteriosi labirinti, o mappe… oppure mostrano agli osservatori attenti che le figure negli angoli anticipano o ripetono le creature delle altre pagine. Tutto, in queste illustrazioni, denota eleganza e lievemente suggerisce il viaggio; e come ogni viaggio acquista fascino se si volge verso lidi sconosciuti, misteriosi o, meglio ancora, immaginari.

Angela Dal Gobbo
(da LiBeR 97)