Il sabato è come un palloncino rosso
Liniers; trad. di M. Corsi
La Nuova Frontiera Junior, 2015, p. 31
€ 15,00 ; Età: da 5 anni
Balloon come comix, come bolle di parole con i testi dei fumetti, e balloon come aria, respiro umano insufflato in una “sacca” di gomma colorata che, dopo essere stata fermata con un laccetto o un nodo, diventa una macchia variopinta in cielo, leggerezza pura e gioco.
Sfogliando Il sabato è come un palloncino rosso, un piccolo graphic novel, o meglio un “graphic tale” (ossia un miniracconto a fumetti, firmato interamente da Ricardo Liniers Siri) si scopre che entrambe le accezioni di balloon vi sono acutamente contemplate.
Primo frame: c’è una bambina che si sveglia con il desiderio gigante di una giornata speciale. Secondo frame: nella striscia accanto, pardon, nel lettino accanto, c’è un’altra bambina come lei, ma più piccola (sa appena parlare), da svegliare e da guidare per realizzare il languore e l’aspettativa racchiusi nel “giorno di Leopardi”: ovviamente il sabato. Le due bambine sono sorelle.
E cosa c’è nello scrigno di questo giorno così diverso dagli altri? In realtà ci sono piccole cose, come la possibilità di fare una colazione che, solo perché è sabato, sarà più buona del solito, o immaginare un picnic, raccogliere fiori … E se poi invece dovesse fare brutto tempo? Beh, allora ci si può spingere a gustare il piacere insolito del gioco sotto la pioggia, con ombrello o senza, anche se la più piccola in un primo tempo recalcitra. Sì, il sabato può essere tutto da inventare, anche quando il contesto appare grigio e inospitale. Se poi invece, ancora Leopardi docet, la bufera dovesse aprirsi, si può sempre far dono al cielo del palloncino di cui sopra, intrecciando dolci corrispondenze tra infanzia e natura.
In tutto questo, le due sorelline in apparenza sole, in realtà sono sempre accompagnate dalla mano paterna che con cura affettuosa e delicata le disegna. Lui, Liniers, il notissimo autore argentino della striscia Macanudo, è qui felicemente “in pausa” per osservare non visto le sue bambine, Matilda e Clementina, di 5 e 3 anni.
E se in “Fatherland”, la mostra radiante di Steven Guarnaccia, vista a Bologna chez Hamelin, tra scarpe pipe e gilet, si insegue il profumo indelebile del padre, qui si esplora decisamente “Daughtersland”, tenerissima ricerca del mondo segreto delle figlie.
Maria Grosso
(da LiBeR 107)
Il sabato è come un palloncino rosso
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