Il pianeta senza baci (e senza bici)
Andrea Bouchard
Salani, 2013, p. 117
€ 13,00 ; Età: da 9 anni
Un ragazzino esuberante e curioso, l’undicenne Mattia. Due genitori repressivi. Una casetta con giardino, dalle finestre basse, tanto da poter entrare e uscire con un salto, o quasi. E quando il nostro protagonista decide di sgattaiolare fuori, una notte, per dormire con il sacco a pelo rimirando le stelle, accade l’impossibile: un gatto (non un cane, badate bene) gli si infila accanto, e lui si ritrova in un altro pianeta, il pianeta Blu, dove la tecnologia è alla portata di tutti, anche dei bambini, che possono guidare una moto o volare con l’elicasco.
Il piccolo terrestre è guardato con sospetto, tenuto in osservazione in ospedale: gli alieni temono le malattie, hanno rinunciato persino al cibo per questo e si nutrono con capsule calibrate, che provvedono a eliminare qualsiasi odore. Non possono correre, per non sudare, ma tanto non ci sono parchi con alberi dove giocare: si gioca solo con la play-station o videogiochi ultimo modello. Ci si lava con aria disinfettante, perché l'acqua scarseggia. Sono vietati i baci e qualsiasi manifestazione di affetto, per timore dei microbi. Non si ride e non si piange in pubblico, è segno di maleducazione. Mancano i colori: tutto è blu, in infinite diverse gradazioni, senza scampo. La storia si snoda rapida e plausibile, carica di colpi di scena divertenti e di emozioni autentiche, mai banali. L'autore è un maestro elementare di Roma, nato a Milano, ma di origini valdesi. Un uomo, finalmente, tra tante pur brave maestre (abbiamo avuto esempi celebri di cosa è capace di fare un maestro in una scuola, da Rodari a Petrosino): un gigante buono, che sa dialogare con i bambini, raccogliere le loro passioni tecnologiche, ma sa anche farli riflettere su quanto la natura ci ha dato: cose che abbiamo, così scontate che finiscono per non essere notate. Un' ultima osservazione: il testo non è stampato in nero, ma in blu, quasi a farci respirare l'aria di questo pianeta immaginario. Ci sarebbe piaciuto che le parti ambientate sulla Terra restassero in nero e il blu entrasse dopo, come nella Storia infinita di Ende nell’edizione Longanesi, dove il rosso e il verde della stampa differenziavano l'ambientazione tra mondo reale e mondo immaginario, ma forse pretendiamo troppo.
Teresa Buongiorno
(da LiBeR 101)
Il pianeta senza baci (e senza bici)
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