Il giardino dei musi eterni
Bruno Tognolini
Salani, 2017, 270 p.
€ 13,90 ; Età da 7 anni
C’è, in questo romanzo, una combinazione di elementi che induce in chi legge uno sguardo e un andare che deviano dall’immediato e dal contingente: la lingua non è quella che si usa nella vita di tutti i giorni, è ricca, complessa e sonora. Il cimitero, in cui gli animali abitano la loro vita ultraterrena, è un luogo liminare con affacci sulla vita e accessi all’aldilà, è un altrove che sfugge alle esperienze quotidiane, coloro che vi dimorano sono animali e morti, quindi portatori di una doppia alterità; gli stilemi del fantastico e del giallo rendono presente al lettore lo stato di finzione della narrazione. Finisce, così, che ci sia fra noi e la storia che stiamo leggendo, una distanza palpabile che è pronta a riempirsi di senso. La gatta Ginger si risveglia nel giardino punteggiato da piccole lapidi. Deve fare i conti con la morte, con il dolore per il distacco dai suoi umani e con l’immaterialità di questa sua nuova forma. Soccorsa dal cane Orson, da un’antica tartaruga e dagli altri animali, inizia ad accettare la vita lieta del giardino che si dipana in notti e giorni che sono ormai eternità, in corse nel vento che scompaginano i limiti fra sé e gli altri, in giochi di pioggia e canti notturni. La scomparsa di alcuni animali incrina questo ordine sereno e Ted, ex cane poliziotto, raccoglie attorno a sé un gruppo disposto a indagare. Chi legge segue gli appostamenti, le ipotesi e gli intrighi. Il desiderio di risolvere l’enigma, genera una lettura curiosa e attenta, da investigatore. Il giallo, però, si sostanzia di faccende legate alla finitudine e all’eternità, alla nostalgia e al dolore, alla paura, alla morte e al senso del vivere: questioni che è difficile affrontare in modo efficace in un romanzo per ragazzi si fanno qui motore narrativo, si impastano con azioni e vicende e sono rese accettabili dalle distanze ordite dalle scelte narrative e stilistiche.
Il lettore bambino guarda là, lontano nel giardino, si interroga sulla soluzione del mistero, prova passione e compassione per le vicende degli animali e la distanza diventa luogo in cui è possibile produrre sentire e pensiero attorno a grandi interrogativi che tutti ci riguardano.
Nicoletta Gramantieri
(da LiBeR 115)
Il giardino dei musi eterni
Hits: 1232
