Il bello di Kerstin
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Il bello di Kerstin

Kerstin ha le caratteristiche per entrare nell’olimpo di personaggi che dell’infanzia si fanno portatori e misura e che rendono la complessità e la difficoltà dell’essere piccoli in un mondo che appare ancora un po’ disordinato, imprevedibile, non pienamente comprensibile.
Questa percezione indistinta degli eventi, delle relazioni, degli accadimenti, diventa, in questo romanzo, motore narrativo: i tentativi di Kerstin di aggiustare e risolvere le dissonanze cognitive, di cui ogni bambina e ogni bambino fa per forza esperienza, s’inanellano in catene di vicende che sembrano essere fuori dal controllo della protagonista.
Kerstin colleziona oggetti color oro, ne conserva 105 in una scatola che custodisce sotto al letto ed è felice il giorno in cui trova un anellino d’oro. Non è felice, invece, la maestra Lotten perché ha perduto la sua fede nuziale. Presa nella sua contentezza di collezionista, Kirsten ci mette un po’ a capire che i due avvenimenti potrebbero essere collegati, si spaventa, teme di essere considerata una ladruncola e non riesce a confessare il ritrovamento né alla maestra, né alla mamma e al babbo. Così fa finta di niente, l’anellino resta dentro alla scatola, lei continua a giocare ogni pomeriggio con Fatima, e a annoiarsi pettinando il tappeto rosa o guardandola videogiocare, perché tutti pensano che siano migliori amiche; conosce Gunnar che ha i capelli rossi come lei e come lei ama giocare all’aperto, crea un club segreto, preme l’allarme antincendio della scuola, ma non è contenta: quando pensa all’anellino diventa triste, le viene da piangere e non sa proprio più cosa fare.
Kerstin, come ogni persona, sperimenta tristezze profonde, inquietudini e spesso desidera la solitudine, fatica a comprendere cosa sia davvero l’amicizia, ma quando ci si imbatte la riconosce.
La lettura di questo romanzo può essere, per grandi e piccoli, una preziosa occasione per starsene lontani da convenzioni e stereotipi che vogliono bambine e bambini sempre contenti e vivaci e per immergersi nell’intimità di un personaggio sfaccettato come lo sono le persone vere.
È anche occasione di godere del ritmo della lingua chiara e ricchissima in cui è resa la traduzione.

Nicoletta Gramantieri

Il bello di Kerstin
Helena Hedlund,
ill. di Katarina Strömgård;
trad. di S. K. Milton Knowles
La Nuova Frontiera junior, 2025, 199 p.
€ 16,00 ; Età: da 6 anni