Fiabe italiane
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Fiabe italiane

Fiabe italiane
Serie
Italo Calvino
Mondadori, 2013
(Contemporanea)
€ 15,00 cad.

Italo Calvino curò di persona la riduzione di alcune delle sue Fiabe italiane per la collana Einaudi per ragazzi, che a partire dagli anni ’60 era venuta raccogliendo i testi per una nuova cultura dell'infanzia, a partire dalle Filastrocche in cielo e in terra di Rodari, illustrate da Munari. Calvino era diventato il Grimm italiano per volere dell'editore, Giulio Einaudi, che andava pubblicando nei Millenni le fiabe dei vari paesi, convinto che si trattasse di un patrimonio da salvare.
Calvino attinse alle raccolte dei folcloristi nostrani, da Comparetti a Pitré, e trascrisse le storie dialettali in un italiano pulito e preciso, salvando il ritmo e le assonanze, il loro meccanismo esatto e misterioso. Un gioiello.
Le Fiabe italiane uscirono nel 1956. L'edizione per ragazzi è di quasi vent'anni dopo, in due volumi, con le illustrazioni di Emanuele Luzzati. Calvino spiega in una nota finale che si tratta di fiabe che si raccontano più o meno alla stessa maniera in tutta Italia, e se le ha presentate via via come fiaba fiorentina o fiaba abruzzese, è stato solo per riferimento alla variante che ha scelto, quella che gli era sembrata la più ricca e bella, talvolta integrandola con particolari di altre versioni. I due volumi sono introvabili. Finalmente la Mondadori Ragazzi ha pensato di riportare in libreria anche le fiabe di Calvino, scorporando i due grossi volumi in tanti volumetti più agevoli. Escono nella Contemporanea, la collana rilegata, di pregio, e sono illustrati da grandi firme: Giulia Orecchia, Pia Valentinis, Gaia Stella e Barbara Nascimbeni. Perfetta la scelta del carattere, la spaziatura, la carta: sembra facile, ma non è così. Il formato è leggermente più piccolo di quello della tradizionale “contemporanea”, perfetto per i bambini al primo approccio con la lettura. Carta non lucida, molto colore.
Perché riproporre le fiabe, in tempi tecnologici? Perché nelle fiabe ci sono gli archetipi, sono un patrimonio comune, ne restano tracce nella lingua e nelle battute, sono affascinanti e soprattutto “sono vere”, raccontano i nostri destini. Conosciamo tutti, grazie a Disney, Cappuccetto Rosso e Biancaneve, ora diamo spazio a Gallo Cristallo e a Pierissut, il bambino friulano nel sacco, a zio Lupo e a Naso d'Argento. Non ce ne pentiremo.

Teresa Buongiorno
(da LiBeR 100)