Crack! Un anno di crisi
Marie-Aude Murail; trad. di F. Angelini
Giunti Editore, 2014, p. 256
(Extra)
€ 8,90 ; Età: da 13 anni
“Respira, cammina, parti, vattene”: questo verso di Blaise Cendrars, citato nel libro, può essere risposta alla crisi? Crisi che è disorientamento, sbando, mare di dubbi che travolgono i membri della famiglia protagonista: padre, madre, figlia adolescente, figlio bambino e un cognome dalle reminiscenze cinematografiche.
Il piccolo Esteban è geniale e immaginifico ma vittima delle prepotenze dei compagni. Charline, detta Charlie, si rifugia nei manga e sembra sfuggire a relazioni e coetanei del mondo reale. La madre Nadine, maestra d'asilo, adora lavoro e famiglia ma, sommersa dalla routine, appare a volte distratta e dimentica dell'amore per entrambi. E infine c'è Marc, il padre, ex bambino insofferente alle regole, ora direttore della filiale di un'azienda di trasporti che, acquistata da un proprietario olandese, è soggetta a tagli e a una riorganizzazione che lui non condivide. Sullo sfondo l'immagine di una yurta, la tenda dei pastori mongoli, stabile e trasportabile, che li accomuna all'insaputa l'uno dell'altro, diventando in segreto simbolo di una possibile via d'uscita.
Oltre a temi a lei cari, come la scuola e il mondo del lavoro, l'autrice considera qui anche la società dei consumi, che toglie più energie di quante ne faccia risparmiare, che spinge verso soldi e guadagno e rende vittime della tirannia degli oggetti (c'è sempre qualcosa di guasto in casa Doinel!). Come di consueto nelle sue opere, ricchezza di informazioni e descrizioni puntuali rivelano un accorto lavoro di documentazione, che si parli di trasporti in camion, di ispezioni a scuola o di manga giapponesi. Si apprezza come sempre la sua capacità di approfondire senza pesantezza, con toni lievi e fine umorismo, senza banalizzare, rispettando le sfumature. Non ci risparmia infatti epiloghi dolorosi di alcune vicende, in una galleria di personaggi di contorno realissimi, tratteggiati con ironia e talvolta affetto, ma ci invita anche, come sempre, a seguire i nostri sogni. Ancora una volta quindi non "demoralizza", sia in quanto non toglie la speranza che perché consente la potenzialità di una crescita morale. E non solo per i lettori ragazzi, ma anche per gli adulti, ai quali il libro è vivamente consigliato. E magari qualcuno potrebbe pure decidere di scegliersi a modello proprio Marc Doinel, imperfetto e affascinante, indubbio eroe della storia.
Antonella Lamberti
(da LiBeR 104)
Crack! Un anno in crisi
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