Buffa bestia
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Buffa bestia

Buffa bestia
Mon Daporta, Oscar Villan
Kalandraka Italia, 2015, p. 14
(Libri per sognare)
€ 10,00 : Età: da 3 anni

L’albo è piuttosto insolito per la sua forma a quadrotto e per il colore marrone scuro con pagine molto spesse su cui campeggia un uovo grosso sopra e più assottigliato sotto che si arricchisce via via di elementi che definiranno la “buffa bestia”. È un invito esplicito a girare le pagine per scoprirla. Sullo strano uovo dalla parte grossa, che presumibilmente dovrebbe essere la testa, appaiono i piedi e un codino lungo, poi nelle figure successive compaiono ai lati le mani secche secche, al posto dell’ombelico un naso roseo e più giù due occhietti tondi e due orecchie su cui sembra sedere la bestia. A questo punto avrà capito il piccolissimo lettore che si tratta di un topo, visto che questi animaletti non circolano per casa, nei cartoni animati sono spesso umanizzati e i documentari sugli animali non sono di suo grande interesse? L’aiuto dell’adulto diventa indispensabile perché non è semplice per un bambino, ai suoi primi approcci con il libro, passare dalla realtà che può non conoscere alla simbolizzazione. Ecco perciò la parola chiarificatrice: è un topo, ma si può leggerla solo capovolgendo il libro. Da qui ha inizio una nuova storia perché via via dalla figura scompaiono orecchie, occhi, naso, mani e coda: rimane solo l’uovo “liscio, panciuto e pelato”. E capovolgendo di nuovo il libro si rincomincia. Tutte le parole che spiegano l’evolversi della figura sono di grande formato a piè pagina. Sono spiegazioni chiare in sintonia con l’immagine in trasformazione. Solo quando i bambini saranno più grandicelli scopriranno che il topo è personaggio primario in narrazioni in cui impersona i loro difetti, i pregi, i desideri, le paure, i rapporti con gli altri.
Lo scomporsi e il ricomporsi di un protagonista ci ricorda uno splendido albo di Bruno Munari Il merlo ha perso il becco (Corraini). Un libro gioco che sulle parole di una canzone popolare vede il disfarsi e il farsi del nero uccello. Un grande insegnamento per tutti coloro che s’ispirano, coscienti o meno, al grande autore di tanti libri sempre attuali da essere considerati i classici per i più piccoli.

Maria Letizia Meacci
(da LiBeR 109)