Phoebe Wahl;
trad. di L. Tenorini
Natura e cultura, 2018, 36 p.
€ 15,00 ; Età: da 4 anni
Natura e Cultura è una piccola casa editrice che propone libri senza interventi didascalici con argomenti che rispecchiano, negli albi qui proposti, ambienti e personaggi di ordinaria quotidianità. I bambini sono curiosi di conoscere meglio il mondo che sta intorno a loro e quello di fuori con racconti di vita vissuta e di avventure. Sonya è una bambina che collabora alla vita della fattoria dove vive con i genitori e il fratellino, mentre tre protagonisti vivono esperienze straordinarie nel bosco durante il susseguirsi delle stagioni, osservando gli animali e giocando sotto una quercia secolare nell’albo La grande quercia. Sonya accudisce a tre pulcini che il padre le ha affidato. Cresceranno, e divenute gallinelle la seguono come se fosse la loro mamma. Il giorno più bello per la bimba è quando trova un uovo che curerà con amore. Un notte è svegliata da un gran rumore, esce e vede piume dappertutto e nel pollaio sul trespolo solo due galline. Il padre che l’ha seguita cerca con un forte abbraccio di frenare il suo pianto. La riporta in casa e le narra una storia quando sente ripetergli che ciò che è accaduto “non è giusto”. La volpe, racconta il padre, ai suoi cuccioli ha voluto dare un pasto sostanzioso. Sonya si rasserena perché a conclusione della narrazione non desidera che i volpacchiotti muoiano di fame, capisce, come lo comprenderanno i lettori, che una vicenda si può giudicare da punti di vista diversi. Lei ha perduto la sua amata gallina, ma la volpe non l’ha presa per avidità. La vita alla fattoria ritorna alla normalità e ora la bimba pensa all’uovo che un giorno si schiude. La gioia è grande e rivolgendosi al pulcino lo rassicura che lo farà felice con la pancia piena e un posto caldo dove dormire. Il lettore può rendersi conto, scorrendo le pagine dagli intensi colori realizzate con acquerelli, matite colorate e collage, l’importanza degli affetti familiari, la possibilità che ha un bambino di rendersi utile con naturalezza, l‘amore che si deve nutrire per gli animali, la bellezza di un ambiente agreste. Esistono dolori più grandi della perdita di un animale, ma c’è sempre la possibilità di superarli. Per la protagonista la nascita del pulcino è presagio di un avvenire più consapevole e felice.
Maria Letizia Meacci
(da LiBeR 122)
(da LiBeR 122)
