Da Orecchio acerbo: Fuorigioco, di Fabrizio Silei con le illustrazioni di Maurizio A.C. Quarello Matthias Sindelar, il Mozart del pallone
Vienna, primavera del 1938. Marcus, 9 anni, va pazzo per il calcio e per il Führer. Il suo eroe preferito non è però il duce tedesco, ma il capitano della nazionale austriaca, Matthias Sindelar.
È la vigilia di una storica Austria-Germania. Sarà l’ultima partita tra le due nazionali, dopo l’annessione tedesca si fonderanno in un’unica squadra. “Saremo un grande popolo” ripete Marcus. “Germania e Austria insieme conquisteranno il mondo e vinceranno i mondiali. Hitler guiderà la nazione, Sindelar la nazionale.” Non la pensa così suo padre -antinazista- che vorrebbe invece che Sindelar boicottasse quella partita.
È arrivata la domenica. Marcus è sugli spalti del Prater -gremito e imbandierato di croci uncinate- insieme al padre. Le squadre entrano in campo. A guidare quella austriaca Sindelar. Felicità di Marcus, prostrazione del padre. Poi l’uno-due di Sindelar e Sesta riempie le gradinate di “Austria-Austria” e la tribuna delle autorità di silenzi e sorrisi tirati. Sorrisi che diventano smorfie quando, a fine partita, sia Sindelar sia Sesta rifiutano di salutare col braccio alzato. Marcus è confuso, ma nel vedere la felicità di suo padre, capisce che quella non è una partita come tutte le altre. In gioco c’è anche l’orgoglio del suo paese. E cosi anche le sue mani si uniscono agli applausi. Alcuni mesi dopo, Matthias e Camilla -la sua compagna, un’ebrea italiana- sono trovati morti nella loro casa. Un incidente, dirà la Gestapo. Una semplice fuga di gas.
Con quello di Rosa Parks, un altro “no” contro la prepotenza e i soprusi
Fabrizio Silei è nato a Firenze nel 1967. Scrittore di saggi, romanzi e racconti rivolti a bambini e ragazzi, si dichiara “ricercatore di storie e vicende umane”, non riuscendo a dimenticare gli anni passati a lavorare, come sociologo, su identità e memoria. Esperienze che si riversano nei suoi libri. Il negazionismo
della Shoah è al centro del romanzo Alice e i Nibelunghi (Salani), l´unico lavoro italiano finalista al Premio Unicef di letteratura per i diritti dell’uomo e del bambino, nel 2008, e nel 2009 vincitore del Premio Mariele Ventre, ex aequo con Silvia Roncaglia. Il mondo in disfacimento dei balilla è lo sfondo di Bernardo e l´angelo nero (Salani). Tra i suoi ultimi libri, Se il diavolo porta il cappello (Salani) e Katia viaggia leggera (San Paolo).
È anche creatore di magici giochi di carta in forma di libro che gli hanno valso, nel 2007, il Premio speciale per la sperimentazione iconica e la ricerca espressiva; nel 2008 e nel 2009 la menzione speciale a Lucca Junior (Lucca Comics) e, sempre nel 2008, la selezione alla Fiera del libro di Torino.
Nel catalogo di orecchio acerbo il pluritradotto e pluripremiato L’autobus di Rosa (2011).
Maurizio A.C. Quarello è nato a Torino nel 1974. Ha avuto numerosi riconoscimenti fra cui il “Premio Nazionale Fiaba Illustrata”, il “Prix de Médiateurs Figures Futures” di Montreuil e il “Premio Scarpetta d’oro”. Dopo essersi trasferito a Cesky Krumlov, nella Repubblica Ceca, da alcuni anni è tornato in Italia,
a Macerata, dove vive e lavora, docente all’Accademia di belle arti. È oggi uno fra gli illustratori più affermati in Europa e ha illustrato moltissimi libri in Spagna e in Francia, collaborando con le principali case editrici fra le quali Milan, Barbacane e Rouergue.
Nel catalogo di Orecchio acerbo, Mio padre, il grande pirata (2013) di Davide Calì, Janet la storta (2012) di Robert L. Stevenson, Il grande cavallo blu (2012) di Irène Cohen-Janca, Effetti collaterali (2011), L’autobus di rosa (2011) di Fabrizio Silei, L’albero di Anne di Irène Cohen-Janca, Toni Mannaro di Manuela Salvi (2006) e Babau cerca casa (2005), il suo libro di esordio nel mondo della letteratura per l’infanzia.
Fuorigioco
40 pagine a colori
15 euro
in libreria dal 13 marzo
Informazioni:
Paolo Cesari
Orecchio acerbo editore
viale Aurelio Saffi 54
00152 Roma
tel. 0039.065811861
www.orecchioacerbo.com
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