Come si vive a scuola con la sindrome di Asperger? Come si gioca, come si studia? Come si affrontano piccoli impegni quotidiani come mangiare in mensa?
Clare è una bambina che appare in tutto e per tutto uguale ai suoi coetanei; e allora, perché non si sforza di giocare con loro? Perché fa “l’antipatica” o “la supponente”?
Quando, a vent’anni, Clare lesse le caratteristiche della sindrome di Asperger (ormai identificata con l'autismo ad alto funzionamento) si riconobbe nella descrizione.
«La diagnosi fu un enorme sollievo per me. Finalmente i miei problemi avevano un nome e gli altri potevano dire: questo è ciò che Clare è, e non si tratta di una sua mancanza di impegno o della voglia di fare la difficile».
Questo libro straordinario, vincitore del Best Academic Book Award (conferito annualmente dal supplemento educativo del Times), nasce dal desiderio di Clare di raccontare la propria storia, con particolare riguardo agli anni passati a scuola. L’autrice riporta, accanto ai propri ricordi personali, le testimonianze di numerose altre persone che si sono trovate a vivere le stesse difficoltà, raccolte attraverso la mailing list che gestisce per supportare studenti universitari con sindrome di Asperger.
«Il primo mondo sociale che i bambini incontrano è la scuola e di conseguenza è fondamentale la formazione degli insegnanti» scrive Enza Crivelli, psicopedagogista, nella sua prefazione al libro. «La realtà attuale della nostra scuola, che pure ha l’immensa ricchezza, rispetto agli altri paesi europei, di credere nei principî dell’integrazione e di avere una legge che tutela l’applicazione di questi principî, è una realtà di forte “povertà”: i continui tagli della spesa pubblica colpiscono in particolare questa istituzione, le classi sono eccessivamente numerose, il tempo perché gli insegnanti si possano incontrare con le famiglie e con i professionisti per uno scambio di idee e per trovare insieme strategie di lavoro è sempre troppo poco e il risultato è spesso una mancanza di condivisione».
Theo Peeters, esperto di autismo e fondatore dell'Opleidingscentrum Autisme di Anversa (Belgio), si spinge più in là: «Vorrei invitarvi a un esercizio di immaginazione» suggerisce nella sua prefazione all'edizione italiana del libro. «Supponete che noi – i “neurotipici”, come le persone con sindrome di Asperger ci definiscono – viviamo in una società dove il 99 per cento delle persone ha la sindrome di Asperger. Quindi il presidente ha la sindrome di Asperger, i ministri hanno la sindrome di Asperger, e così via. Immaginate che a un certo punto un presidente illuminato abbia pietà di noi, di questa povera minoranza di neurotipici, e che voglia sviluppare un’educazione inclusiva, con lo scopo di farci diventare tutti persone con la sindrome di Asperger (in breve, di farci cambiare identità). Come sapete, siamo nati con un certo modo di pensare, di trattare l’informazione, di concettualizzare. Credete che questo si possa eliminare? È evidente che sarà impossibile. Ma l’inverso sarebbe possibile per le persone con autismo? Sarebbe possibile per loro diventare “normali” (questa parola mi fa orrore…)? Tante persone sono “gravemente normali”».
Dall’autismo non si guarisce, ma un dialogo si può trovare. Perché nessun altro passi le ore di ricreazione in un angolo del cortile a pensare di essere un alieno.
CLARE SAINSBURY ha la sindrome di Asperger. Si è laureata a Oxford in filosofia e politica, e ora lavora part-time con bambini e adolescenti affetti da autismo, svolgendo un lavoro individuale sugli elementi basilari della comunicazione e sulla capacità di interazione.
Un’aliena nel cortile è il primo titolo della collana "I raggi": libri che aiutano a capire il mondo dell’autismo e altre diversità dalla voce degli stessi protagonisti.
uovonero è una nuova casa editrice, nata con lo scopo di diffondere la cultura della diversità e della disabilità attraverso la letteratura e le fiabe, ma anche attraverso le parole di chi ne è toccato da vicino.
Tra i titoli già pubblicati della casa editrice:
Riccio Lino e le Gommolose (collana "I geodi"): una fiaba per bambini sulla possibilità di amicizia fra un riccio e i suoi compagni roditori. Una storia nata per raccontare ai compagni di classe di un bambino con autismo che tutti hanno delle qualità, a condizione che venga data loro l'opportunità di esprimerle.
Cappuccetto Rosso (collana "Pesci Parlanti"): la classica fiaba tradotta in simboli PCS. Un libro che utilizza tecniche di comunicazione aumentativa e alternativa (CAA), per permettere a bambini molto piccoli di leggere prima del tempo, ma anche per agevolare nella lettura bambini con autismo, bambini di lingua straniera, bambini con varie difficoltà di apprendimento.
Informazioni: www.uovonero.com,
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Un' aliena nel cortile
In libreria una noviutà Uovonero edizioni
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