Featured

Quasi ninna quasi nanna

In libreria dal mese di luglio per Orecchio Acerbo

Quasi ninna quasi nanna
di Mariana Chiesa

Ukolébavky, vuggeviser, lullaby, cântece de leagãn, ninniler, ninna nanna. Ogni paese ha i suoi canti, ogni lingua i suoi abbracci, ogni madre la propria voce. Melodie popolari, tradizioni sussurrate, diversi modi di incontrare la notte, la stessa delicatezza che fa chiudere gli occhi e calma il cuore. E in un bimbo coricato possono esserci tutti i bimbi del mondo.
Quando si fa sera Morfeo si avvicina, si tirano le tende, i letti diventano sogni, il buio nasconde  gli oggetti. Avvolto nelle braccia affettuose, come in un nido sicuro, un bambino si fa cullare dalla mamma che lo accompagna verso il riposo, donandogli le forze per un nuovo giorno di vita.
Arrivano piano sogni perduti, giochi imparati, stelle cullate, vestiti di fate, luoghi lontani, vicine trasformazioni, voci interiori e nuovi candori. Ma anche sfide e battaglie, paure e incertezze, tra un bacio e molte carezze. Quelle difficoltà che di giorno sono piccoli timori, la notte possono trasformarsi in belve feroci e incredibili clamori.

La mamma incoraggia con la sua cantilena a non farsi spaventare dai sogni, ad abbracciarli come si abbracciano le ore piccole e le ore lunghe della notte. Quando il confine tra sogno e realtà diventa sottile come uno specchio da attraversare, un ponte per il coloratissimo e inquietante Paese delle meraviglie.
Un crocevia tra il bello e il brutto del mondo, tra visioni e incubi, tra piccole gioie e grandi dolori.
Chissà che sorprese riserva il domani. Giocare agli indiani o trovarsi a sparare? Tra i banchi di scuola o lungo una strada? Saltare in giardino o lavorare in cantiere?
Calma e pacata la voce della mamma, dolce la rima. Forte la speranza che il mistero del sonno indichi la via. Una miniera di immagini che raccontano sempre nuove storie. Un canto universale alla vita, un inno per crescere liberi, un grido sussurrato per un mondo migliore.

Mariana Chiesa è nata in Argentina, a La Plata, nel 1967. Si dedica all’incisione, alla pittura e al fumetto: tre diversi modi per definire la sua vocazione di disegnatrice. Il mestiere l’ha imparato a Buenos Aires, da Alberto Breccia, il maestro che scambiò la sua matita per un coltello. 
Ama Alejandra Pizarnik, la poetessa che vedeva se stessa come una bambina in un giardino.
La narrazione è il filo conduttore dei suoi disegni che raccontano del sesso, dell’infanzia, del desiderio, della perdita. Nel tentativo di coniugare il privato con il sociale, di aprire uno spazio di incontro possibile fra la sua intimità e quella degli altri. Ha collaborato con case editrici di tutto il mondo: Lápiz Japonés, El ojo clínico, Sins entido, L'Association e Media Vaca tra le altre.
Ha insegnato incisione e ha partecipato a numerose mostre. Nel 1997 si è trasferita a Barcellona, dove è rimasta fino al 2008. Oggi vive in Italia, vicino a Bologna. Fra i suoi libri ricordiamo, Mis primeras 80.000 palabras opera collettiva di cui ha realizzato anche la copertina  (Media Vaca, 2002);
Tipos ilustrados (Cromotex, 2004); No hay tiempo para jugar con Sandra Arenal (Media Vaca, 2004), premiato nel 2005 dalla Biblioteca Internazionale di Monaco e uscito successivamente in Italia con il titolo Non c'è tempo per giocare (Zoolibri, 2007); Sex Design opera collettiva (Collins Design & Loft Publications.N.Y., 2006), Il nostro italiano per ragazze e ragazzi (AIPI/CASIU Montevideo, 2009). Nel catalogo di Orecchio acerbo Migrando (2010).

Quasi ninna quasi nanna
64 pagine colorate
18,00 euro
Sarà in libreria dall’11 luglio

Informazioni: Orecchio Acerbo editore, This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.