"Il più bel racconto mai scritto": così, senza alcuna esitazione, James Joyce definì Quanta terra serve a un uomo?, il racconto contro l'avidità e la bramosia che Lev Tolstoj.
scrisse nel maggio di centotrenta anni fa, e che pubblicò -se non sbaglio si dice ironia della sorte- sulla rivista La ricchezza russa.
Annelise Heurtier e Raphael Urwiller lo ripropongono oggi ai ragazzi, omaggio non solo alla grande letteratura ma anche alla grande tradizionefigurativa russa.
Pachòm, un contadino siberiano, vive sul suo fazzoletto di terra con la moglie e tre bambini. Non è ricco, ma alla famiglia non manca nulla. Tuttavia Pachòm è insoddisfatto, e pensa a quanto sarebbe “assolutamente felice” se avesse più terra. Ne acquista dell’altra, ma ancora non è contento. E così, saputo che nel paese dei nomadi Baškiri c’è terra fertile venduta per un pezzo di pane, decide di partire. Raggiunto il paese, il capo dei nomadi gli propone un accordo: tutta la terra di cui Pachòm riuscirà a percorrere il perimetro durante una giornata di cammino sarà sua per soli mille rubli. A un patto però: dovrà ritornare da lui entro il calar del sole, altrimenti perderà i suoi mille rubli. Sicuro di sé e altrettanto determinato il contadino accetta l’accordo, ma avidità e cupidigia gli saranno fatali…
Un racconto trascinante scritto al ritmo incalzante dell’ambizione sempre più folle del protagonista.
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Paolo Cesari
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