Charles Perrault – Tutte le fiabe
Tomonori Taniguchi – Pinocchio di ferro
Pascale Debert – La casa di Tamara
Marc Chagall – Mille e una notte a colori
Sempé a New York
Quando Sempé disegna i suoi grattacieli e Central Park, scopriamo molto di più: scopriamo un mondo che gli appartiene... La New York di Sempé è quella di un mago ossessionato dall’infanzia, il jazz, i gatti, la solitudine
L’EXPRESS
Non è la metropoli urlante degli eccessi: New York, secondo Sempé, è una città tenera, dalle tinte pastello, incline alla malinconia in autunno, avvolta dalla neve in inverno….La Manhattan del nostro più grande disegnatore è molto meno americana e molto più francese di quanto si potrebbe pensare
LA PROVENCE
Il mondo di Sempé tra Manhattan e Broadway? Improbabile come un incontro tra Jean Gabin e Darth Fener…Lontano dalla mitologia newyorkese dei film di Scorsese, Sempé ci offre una Manhattan coronata da una dolcezza infantile
LE POINT
Nel decimo anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle, arriva in libreria Sempé a New York, lo sguardo scanzonato, ironico e folgorante del più grande disegnatore francese sui mille volti della Grande Mela. Il libro, che sarà presentato l’11 settembre al Festivaletteratura di Mantova , raccoglie le copertine realizzate da Sempé a partire dal 1978 per il leggendario «New Yorker», il settimanale considerato il tempio della «newyorchesità», per il quale hanno disegnato Saul Steinberg, Chas Addams e Art Spiegelman, e per il quale hanno scritto Vladimir Nabokov, J.D. Salinger, John Updike e Philip Roth. Centouno di quelle copertine, e altrettante vignette interne, negli ultimi trent’anni sono state affidate alla matita più celebre di Francia: Jean-Jacques Sempé. Prodigi di quell’impalpabile «poco più di niente» di cui sono fatti i disegni di Sempé, che dalla loro infinità di dettagli all’apparenza mimeticamente modellati sul reale emanano l’essenza più nascosta di luoghi e situazioni. Piccole e grandi folle, grattacieli sgomitanti, parchi brulicanti, ma anche interni silenziosi, solitudini inaspettate, giardini incantati – mille scorci in cui s’insinua l’occhio dell’artista e che tutti insieme illustrano la vita e i luoghi della città «che non dorme mai». Raccolti per la prima volta in volume, tutti i disegni newyorchesi di Sempé si accompagnano a una lunga intervista in cui l’artista racconta il suo tanto agognato quanto inaspettato approdo sulle pagine del «New Yorker», e il suo peregrinare a piedi o in bicicletta tra le vie della Grande Mela, in cerca d’ispirazione.
Jean-Jacques Sempé è uno degli illustratori più famosi del mondo. Le sue vignette sono state pubblicate in un’infinità di giornali e riviste. Nato a Bordeaux nel 1932, Sempé fu espulso dalla scuola per cattiva condotta. Dopo aver fatto i lavori più diversi – dal rappresentante di dentifrici all’istruttore nei campi estivi –, si è dedicato con grande successo al mestiere di disegnatore, pubblicando oltre venti volumi in più di trenta paesi. Tra le sue creature, il monello più famoso di Francia, il Piccolo Nicolas, ideato insieme con Goscinny, edito in Italia da Donzelli (Il Piccolo Nicolas, 2008; Il Piccolo Nicolas e i suoi genitori, 2010; Storie inedite del Piccolo Nicolas, 2010). Di Sempé Donzelli ha pubblicato Il segreto di Monsieur Taburin (2011), prima uscita nell’ambito di un progetto editoriale di ampio respiro di edizione dell’opera di Sempé in Italia. Sempé sarà ospite del Festivaletteratura di Mantova il 10 e l’11 settembre.
Collana "Fiabe e storie"
pp. 320 – euro 36,90 – Traduzione di Camilla Diez
ISBN 978 88 6036 621 4
Charles Perrault
Tutte le Fiabe
Cenerentola, Barbablu, Le fate, Pollicino, La bella addormentata Il gatto con gli stivali, Enrichetto dal ciuffo, Cappuccetto rosso, Pelle d’asino. Esce nella collana Fiabe e storie, premio Andersen 2011 come miglior collana di narrativa, la raccolta completa delle fiabe più famose del mondo: le fiabe di Perrault in edizione integrale, con ottanta illustrazioni di Èlodie Nohuen, in una nuova traduzione italiana.
Centinaia sono le versioni originali o rimaneggiate, riscritte o reinterpretate da penne illustri, delle storie messe per la prima volte nero su bianco nel 1697 da Charles Perrault. Fu all’epoca, infatti, che il celebre letterato francese decise di intraprendere un ambizioso progetto: trasformare alcune storie della tradizione orale in racconti letterari, con tanto di morale, da destinare ai salotti letterari della Francia di Luigi XIV. La scelta di Perrault era di una modernità sorprendente e s’iscriveva nella famosa «Querelle degli antichi e dei moderni», che lo vide contrapposto al drammaturgo Racine, difensore della tradizione letteraria risalente all’antica Grecia e Roma. L’intento dichiarato di Perrault era di innovare – oggi si direbbe «contaminare» – la cultura e la letteratura del tempo, attraverso il recupero delle credenze pagane e dei motivi superstiziosi e magici del folclore. La forza intrinseca di quella sfida è dimostrata dai tre secoli che le sue storie hanno trascorso migrando di bocca in bocca, di penna in penna – prima fra tutte quella dei fratelli Grimm. L’ironia della sorte ha dunque voluto non solo che l’originario intento modernizzatore di Perrault abbia dato vita a dei «classici» per antonomasia, ma anche che la popolarità di ciascuna delle sue storie abbia preso il sopravvento sull’autore, a tal punto dal prendere una vita propria.
Charles Perrault (1628 – 1703) scrittore francese e membro dell'Académie française dal 1671. Le sue più celebri fiabe (come quelle dei Grimm o di Andersen) sono universalmente note e parte indelebile della nostra cultura; i riferimenti a esse in altre opere d'arte e in altri contesti sono semplicemente incalcolabili, così come sono numerosissime le trasposizioni in opere liriche, teatrali, cinematografiche, musicali.
Collana "Fiabe e storie"
Traduzione di Maria Vidale
pp. 250 – euro 21,00
Isbn: 978-88-6036-622-1
Tomonori Taniguchi
Pinocchio
Il burattino di ferro
E se Pinocchio fosse di ferro e non di legno? E se restasse un burattino, invece di diventare un bambino? E se trovasse un modo tutto suo per essere felice?
Sfuggito alle grinfie di Mangiafuoco, che non lo vuole più perché, a furia di lavorare, si è tutto arrugginito, il povero burattino di ferro se ne va per la foresta in cerca di una nuova occupazione. Finché, mettendosi a fare il buffone, scopre una vocazione da saltimbanco, ma senza fili e senza padrone. Solo così riesce a intrattenere il pubblico e a spassarsela, tanto che il ferro di cui è fatto comincia a riflettere come uno specchio tutti i colori che ha intorno.
Un’interpretazione gioiosa della storia del burattino più amato.
Tomonori Taniguchi è nato nel 1978 a Osaka. Diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Kanazawa, è autore di album illustrati rivolti a piccoli e grandi lettori, tutti pubblicati in Francia, oltre che in Giappone.
"Album di Fiabe e storie"
Strenne 2011
pp.40 - euro 19,00
Isbn 978-6036-646-7
La casa di Tamara
La casa di Tamara è un libro-cofanetto che si trasforma nella casa vera di una ballerina realmente esistita: Tamara Karsavina. Étoile dei Balletti russi, Tamara trascorse nel 1911 un periodo di soggiorno a Parigi, dove abitò la casa che è qui fedelmente riprodotta in tutti i suoi particolari. In casa, Tamara ha lasciato alcune tracce del suo passaggio: il lettore potrà cercare qualche indizio per scoprire un suo segreto.
Il cofanetto (di formato cm 30,7 x 22,2) contiene:
Un libro che si apre per formare le pareti della casa di Tamara: 1, 2, 3 o 4 stanze, da montare a seconda dei desideri e dello spazio a disposizione.
Una busta con tutti i mobili e gli arredi della casa stampati e ritagliati su fogli di cartone. Per montarli basta incastrare gli elementi seguendo lo schema.
Il diario di Tamara con gli appunti della grande ballerina.
Fuori collana
Strenne 2011
euro 25
Isbn 978-88-6036-641-2
Marc Chagall
Mille e una notte a colori
La malia sprigionata dalle Mille e una notte non poteva che catturare l’immaginifica vena di uno dei massimi artisti del Novecento. «Imprevedibile, orientale, sospeso tra la Cina e l’Europa», così definiva egli stesso il suo impulso creativo – e quale forziere di storie e di tinte, a cavallo tra Oriente e Occidente, se non quello custodito da Shahrazad poteva stimolare al meglio un tale impulso?
La prima idea era venuta negli anni venti al suo vulcanico amico ed editore Ambroise Vollard – lo stesso per il quale Chagall realizzò il ciclo delle favole di La Fontaine e quello per il Vecchio Testamento. Ma Chagall sentiva di non padroneggiare ancora abbastanza la tecnica della litografia a colori che, sin da subito, gli era parsa la più adatta all’interpretazione di un repertorio così nobile e ricco di suggestioni. Fu infatti solo durante il suo esilio negli Stati Uniti, allo scoppio della seconda guerra mondiale, e grazie all’incontro con Albert Carman, uno stampatore assai esperto in tale tecnica, che Chagall si decise a realizzare il vecchio progetto, e a darlo alle stampe nel 1948 con la Pantheon Books. Chagall aveva perso da poco la sua adorata moglie Bella e questo deve avere influito non poco sulla scelta delle storie da illustrare, pervase dal motivo dell’amore e della morte. Per il resto, non ebbe che da attingere alla sua più intima ispirazione, che così tante affinità aveva con quel patrimonio arcaico che mescolava la tradizione araba a quella ebraica, quella egizia alla mesopotamica, quella indiana alla persiana – con un occhio alla vena orientalista inaugurata in Francia e in Europa da Galland. Ne viene fuori un’edizione insuperata di quattro tra le storie più evocative delle Mille e una notte.
Collana "Fiabe e storie"
Strenne 2011
pp. 200 - euro 19,50
Traduzione di Fulvia De Luca
Isbn 978-88-6036-648-1
Informazioni: Maddalena Lucarelli, ufficio stampa donzelli editore, Via mentana 2 b - Roma 00185, tel. 06 4440600, 328 42 84 400; Antonella Sarandrea –
