Il progetto “Münchhausen diritto alla bugia!” si articola nell’allestimento di una mostra con settanta illustrazioni dell’archivio Bassotto – Rigon tratte dalle oltre cento edizioni pubblicate dall’ottocento ai giorni nostri, il catalogo edito da Fondazione Aida con la collaborazione del giornalista e scrittore per l’infanzia Walter Fochesato e del Goethe Institute e lo spettacolo “"Il ritorno del barone di Münchhausen" ”, per i ragazzi dagli 8 ai 13 anni, allestito da Fondazione Aida per la regia di Lorenzo Bassotto e tratto da Le avventure del Barone di Münchhausen di E. Raspe
Il progetto darà l’opportunità di riflettere sull’importante ruolo dell’immaginazione, nell’accezione di “bugia positiva”, quella che aiuta nella costruzione dell’identità della persona, nell’accrescere la propria autonomia ed indipendenza. Da queste importanti considerazioni Fondazione Aida prende spunto per elaborare un progetto sul Barone, personaggio legato alla letteratura per l’infanzia, illustrato da numerosissimi artisti in ogni parte del mondo.
Programma:
Inaugurazione della mostra: domenica 9 maggio, ore 14.00 presso l’Ex Chiesa Anglicana della Città di Alassio (SV).
La mostra sarà allestita fino al 16 maggio ed è aperta al pubblico, ingresso libero, tutti i giorni dalle 16 alle 18 (catalogo a disposizione del pubblico). Lo spettacolo sarà presentato i giorni 12, 13 e 14 maggio alle ore 10.00 presso l’Ex Chiesa Anglicana.
Credits:
un progetto di Fondazione Aida
realizzato con la collaborazione di Città di Alassio e Compagnia dei Curiosi
illustrazioni provenienti dalla collezione privata di Lorenzo Bassotto
a cura di Lorenzo Bassotto e Barbara Rigon
La vita
Karl Friederich Hieronimus von Münchhausen era uno dei paggi di Antonio Ulrico II, duca di Brunswick-Lüneburg, e si trasferì col suo datore di lavoro in Russia. Venne nominato luogotenente in seconda della cavalleria russa quando Antonio Ulrico divenne generale in comando dell'esercito russo nel 1739. Era di stanza a Riga, ma partecipò a due campagne contro l'impero Ottomano nel 1740 e 1741. Quando Antonio Ulrico venne imprigionato nel 1741, Münchhausen rimase in servizio nell'esercito russo. Nel 1750 venne nominato capitano di cavalleria.
Nel 1744 si era sposato con Jacobine von Dunten vicino a Duntes Muia in Livonia. Dopo il pensionamento, visse con la moglie nella sua tenuta in Bodenwerder fino a che lei morì nel 1790. Qui acquistò una grande reputazione per i suoi racconti divertenti ed esagerati; allo stesso tempo divenne un rispettato uomo d'affari. Münchhausen si risposò nel 1794 ma il matrimonio terminò in uno scandaloso e rovinoso divorzio.
Münchhausen morì senza figli nel 1797.
Le storie su Münchhausen furono collezionate e pubblicate da un autore anonimo nel 1781. Una versione in inglese venne pubblicata a Londra nel 1785 da Rudolf Erich Raspe, come Baron Munchhausen's Narrative of his Marvellous Travels and Campaigns in Russia, chiamato anche The Surprising Adventures of Baron Munchhausen. Ad ogni modo, la maggior parte del materiale umoristico era stato preso da altre fonti. Infatti, il Barone non era particolarmente immodesto a proposito della sua professione e dei risultati che aveva raggiunto e l'opera di Raspe danneggiò la sua reputazione.
Nel 1786, Gottfried August Bürger tradusse le storie di Raspe in tedesco e le estese. Le pubblicò sotto il nome Wunderbare Reisen zu Wasser und zu Lande: Feldzüge und lustige Abenteuer des Freiherrn von Münchhausen (Viaggi meravigliosi su terra e mare: le campagne militari e le avventure comiche del Barone di Münchhausen).
La versione di Bürger è quella più conosciuta ai lettori tedeschi.
Nel XIX secolo, la storia aveva subito numerose trasformazioni ed espansioni da parte di molti autori ed era stata tradotta in numerose lingue,tra cui l'esperanto, totalizzando più di cento diverse traduzioni. Le avventure del barone di Münchausen sono state pubblicate anche in Russia, dove sono molto conosciute, specialmente nelle versioni per bambini. Nel 2005 una statua di Münchausen è stata eretta nella città di Kaliningrad (Königsberg). Non è chiaro quanto del materiale delle storie arrivi dal Barone; ad ogni modo si sa che la maggior parte delle storie sono basate su storie popolari che erano state in circolazione per molti secoli prima della sua nascita.
Informazioni: Fondazione Aida - tel 045/8001471 –
