Ling, una bimba cinese di dieci anni, ha voglia di crescere. Insieme al suo pese. La Cina.
In America questo libro è stato definito una sorta di diario di Anna Frank ai tempi della rivoluzione culturale cinese.
Siamo a Wuhan, una grande città della Cina centrale, all’inizio degli anni ’70. La piccola Ling ha poco più di dieci anni e vive con i genitori, entrambi medici nell’ospedale locale. Il padre, che si è specializzato in chirurgia sotto la guida di medici occidentali, sogna gli Stati Uniti e tiene sopra il camino una foto del Golden Gate, come una sorta di simbolo, una porta verso la libertà. La Storia, quella con la S maiuscola, sta per mettere a repentaglio tutte le loro sicurezze. Tutto inizia quando il “Compagno Li”, un capo-manipolo delle Guardie Rosse incaricate di portare a compimento la Rivoluzione Culturale di Mao nelle province cinesi, requisisce una stanza nell’appartamento della famiglia di Ling e vi si stabilisce. La famiglia di Ling è tacciata di “simpatie borghesi”. Il padre si vede togliere il lavoro di chirurgo e viene costretto al lavoro di inserviente nello stesso ospedale. Peggiore è la sorte dei loro vicini di casa, la famiglia Wong.
Per Ling, la signora Wong è come una seconda mamma, sempre pronta a cucire vestitini per lei e per le sue bambole con preziosi tessuti a fiori, a darle i manicaretti più dolci. Niu Wong, il figlio, che ha più o meno la stessa età di Ling, è per lei più di un fratello. Un giorno, però, il padre di Niu scompare misteriosamente, dopo essere stato aggredito dalle squadracce comandate dal Compagno Li, e la madre viene arrestata. Il piccolo Niu, rimasto solo, va a vivere con Ling e i suoi genitori. Ma la convivenza dura poco. Niu infatti viene spedito in un campo di lavoro nelle campagne, dove i giovani cittadini sono rieducati agli autentici valori della Rivoluzione e del Comunismo. Da lì, Niu fugge, nella speranza di raggiungere lo zio a Hong Kong, ma viene riacciuffato dalle Guardie Rosse che dopo un lungo interrogatorio lo costringono a firmare un documento in cui denuncia i suoi genitori e i genitori di Ling come nemici del popolo e abbraccia il credo rivoluzionario. Mentre la città è sempre più invasa dagli enormi poster raffiguranti il Presidente Mao che osserva con sguardo apparentemente benigno e distante la popolazione, mentre le Guardie Rosse continuano a imperversare, sempre più arroganti, costringendo adulti e bambini a una professione di obbedienza alla Rivoluzione che si manifesta nella mortificazione personale (non più vestiti a fiori, ma tute blu in tutto simili a quella di Mao; non più canzoni d’amore, ma solo canti che inneggiano alla dittatura del proletariato), la giovane Ling cresce in un mondo che non riesce più a capire, in una realtà enigmatica in cui le dichiarazioni sulla bontà della Rivoluzione sono costantemente contraddette dalle umiliazioni quotidiane. L’unica speranza è rappresentata da quella foto del Golden Gate che il padre si rifiuta di bruciare insieme alle altre prove delle sue “simpatie occidentalizzanti”, quell’immagine che simboleggia la possibilità del cambiamento e della libertà.
Il libro ha ottenuto, tra il 2007 e il 2008, oltre 25 premi e segnalazioni, tra cui gli ALA (migliori libri nell’ambito degli Young Adult).
Ying Chang Compestine, nata in Cina, giunge nel 1986, a 23 anni, negli Stati Uniti per studiare. Nel 2007 manda alle stampe Revolution is not a dinner party (il titolo riprende una celebre frase di Mao), libro che è stato definito in America “una sorta di Diario di Anna Frank ai tempi della Rivoluzione culturale Cinese”. L’autrice è anche molto conosciuta per i suoi albi illustrati e libri di cucina per bambini e adulti.
titolo La Rivoluzione non è un pranzo di gala
autore Ying Chang Compestine
tit. originale Revolution is not a dinner party
traduttore Duccio Viani
editore Giunti
in libreria dal 13 maggio 2009
collana Gru Oro
pagine 256
prezzo € 8
Informazioni: ufficio stampa: MaraVitali Comunicazione, Laura Molinari:
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La rivoluzione non è un pranzo di gala
In uscita il 13 maggio per Giunti
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