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L'orso che non lo era

Una novità per la collana Wallpapers di Donzelli

Frank Tashlin
L’orso che non lo era

C’era una volta un Orso che un giorno – era un martedì – si rintanò nel bosco per il suo lungo sonno invernale… Ma quando a primavera si risvegliò… niente più alberi, niente più erba, niente più fiori. Tutto attorno c’erano solo capannoni, macchinari, ciminiere e un grande recinto. Come poteva mai immaginare d’essere finito nel mezzo di una fabbrica?
«Torna al lavoro!» gli sbraitò un uomo non appena lo vide. «Ma io non lavoro», disse l’Orso, «Io sono un Orso». L’uomo scoppiò a ridere: «Niente male come scusa per fare lo scansafatiche. Ma non credere di darmela a bere. Non sei altro che un babbeo in pelliccia che ha bisogno di una bella sbarbata».
Ha inizio così una lunga trafila che porterà l’Orso «a rapporto» prima dal Capo-reparto e poi dal Vice-direttore, dal Direttore, dal Vice-Presidente e infine dal Presidente della fabbrica. E malgrado lui continui a ripetere che è solo un Orso, e tutti gli rispondono che non è altro che «un babbeo in pelliccia». Riuscirà l’Orso a evadere da quell’incubo?
Una deliziosa fiaba moderna, sulla tenacia di rimanere se stessi, malgrado tutto e tutti, e sulla stupidità di tante dinamiche del mondo meccanizzato. Una storia per ogni età, capace di mescolare la vena comica e malinconica del Chaplin di Tempi moderni a quella demenziale e assurda dei cartoni animati, grazie alla leggerezza del tratto di un autentico maestro. 
Una fiaba moderna sulle orme di Chaplin, firmata da un pioniere della commedia americana, che ha contribuito a inventare Topolino
e che ha scritto i testi dei film di Jerry Lewis.

Frank Tashlin (1913 – 1972) è stato uno dei primi autori di cartoni animati americani. Nato a New York, ben presto si trasferì a Hollywood dove cominciò la sua brillante carriera di regista e cartoonist per la Warner Bros e la MGM. Subito dopo, passò nella squadra di Walt Disney, dove fu tra i primi disegnatori delle storie di Topolino e di Paperino. A metà degli anni 40, decise di smettere  con i cartoni e passare al cinema, come autore di commedie. Le sue collaborazioni più riuscite furono con Jerry Lewis e Bob Hope, per i quali scrisse alcuni dei loro film più popolari. A quel medesimo periodo risale la creazione del suo L’orso che voleva essere un orso (1946), una piccola gemma di comicità, nonsense e malinconia che Tashlin considerava «speciale e prezioso».

Collana: "Wallpapers"
Isbn: 978-88-6036-625-2
pp. 70 – euro 12,50
Mese di uscita in libreria: luglio

Informazioni: Donzelli editore Ufficio stampa tel. 06 4440600, Antonella Sarandrea – This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. ­–  cell. 349 32 41 027
Maddalena Lucarelli – This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. – cell. 328 42 84 400