Esce per Orecchio Acerbo
L’isola di fuoco di Emilio Salgàri con le illustrazioni di Luca Caimmi
postfazione di Paola Pallottino
Mare calmo. Cielo stellato. Leggerissima la brezza. All’improvviso un bagliore, poi un lampo, un secondo, un terzo. E il boato. Un vapore densissimo si sparge tutt’intorno, intriso dell’odore, sempre più acre, di zolfo e petrolio. Il mare ribolle, ed ecco le fiamme. Lingue di fuoco azzurrastre guizzano dapprima tra le onde
per poi allargarsi a macchia d’olio. Al centro, infuocata anch’essa, l’isola, l’Isola di Fuoco. Tutto d’un tratto, inghiottita dal mare, sprofonda, portando con sé fumo, fuoco, fiamme. Allora anche il mare si cheta. Sulla piatta superficie una immensa distesa di pesci morti.
Migliaia di miglia marine separano l’Oceania dall’America. Cent’anni separano l’avventura de L’isola di fuoco dalla disavventura del Deepwater Horizon, la piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico. Cancellati le une e gli altri dalla straordinaria inventiva e dalla visionaria scrittura di un autore amatissimo dai lettori, grandi e piccoli, di ogni generazione.
Un libro per ricordare sia l’anniversario salgariano sia quello del disastro del Golfo del Messico.
Emilio Salgàri Un solo viaggio per mare -tre mesi lungo l’Adriatico, dalla Dalmazia a Brindisi, a bordo del mercantile Italia Una- gli è bastato. Veronese, capitano senza patente nautica, Emilio Salgari (1862-1911) prende il largo della fantasia. E sogna infinite avventurose vicende di pirati e corsari e capitani, ora dispersi in oceani sconosciuti, ora rapiti in jungle selvagge, ora affascinati da misteriose culture. Come Mark Twain, Rudyard Kipling, Jules Verne e Herman Melville, il piccolo italiano ha fatto fantasticare milioni di giovani lettori. Grazie a personaggi come Sandokan, il Corsaro Nero, Suyodhana, Nuvola Rossa, il generale Custer. Viaggi intercontinentali a basso costo. Quello di un romanzo tascabile. Ma anche grande attenzione agli effetti, sulle persone e sull’ambiente, della globalizzazione del XIX secolo, che si chiamava colonialismo.
Nella vita reale, Salgari si scontra con continui problemi di salute e notevoli ristrettezze economiche: pagato a metro quadro come un artigiano di bassa lega, scrive a dismisura obbedendo a orari rigidissimi di lavoro indefesso, senza nemmeno il tempo di correggere e limare la fiumana fantastica in uscita libera. Nel 1910 tenta una prima volta il suicidio, che riuscirà successivamente al ricovero definitivo dell'amata moglie Aida in manicomio. Ma i suoi eroi, grazie anche a celebri trasposizioni cinematografiche, vivono ancora, e fanno ormai parte dell’immaginario fantastico di tutti noi.
Luca Caimmi È nato a Fano, nel 1978. Ha frequentato la sezione di disegno animato alla scuola d’arte di Urbino e poi l’Accademia, diplomandosi in pittura. Ha ottenuto alcuni importanti riconoscimenti, come il premio Andrea Pazienza e la selezione a Bologna Illustrator Exhibition of Children’s Books, nel 1998 e 1999.
Con Coconino Press, nel primo numero della rivista “Black”, ha pubblicato la breve storia a fumetti I laghi neri; in seguito, ha illustrato il libro Ti racconto il calcio, edito da Libri di sport.
Nel 2009 ha illustrato il libro di Antonio Koch La nave (Topipittori). Partecipa a mostre in Italia e Francia, esponendo disegni, dipinti e opere in ceramica che realizza collaborando con botteghe faentine. Per Orecchio acerbo, Banchi di nebbia (2010), catalogo dell'omonima mostra collettiva.
Informazioni: Orecchio Acerbo editore, via Aurelio Saffi, 54, Roma, ufficiostampa.orecchioacerbo.gmail.com
Featured
L'isola di fuoco di Emilio Salgari
Hits: 744
