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Il dono dei magi

Il racconto di O. Henry con le illustrazioni di Ofra Amit, in libreria per Orecchio acerbo Il droghiere, il fruttivendolo, il macellaio la conoscono bene Della: sempre pronta a tirare sul prezzo.
No, non è taccagna, semplicemente vuole risparmiare per fare un bel regalo al suo Jim per Natale.
Ma l’aumento dell’affitto, della luce, del gas e lo stipendio sempre più basso hanno bruciato tutti i risparmi. Al dono però - una catenella di platino per l’orologio da tasca dal quale Jim mai si separerebbe - non vuole rinunciare. E così decide di vendere i lunghi capelli, suo orgoglio e suo unico patrimonio.
Col regalo tra le mani, Della attende titubante l’arrivo di Jim. Teme di non piacergli coi capelli corti.
La porta si apre, lui entra e la fissa, smarrito e sconcertato. Sguardi silenziosi, poi parole interrogative e imbarazzate. Per spiegare il suo stupore, Jim invita Della ad aprire il pacchetto che le ha portato. All’interno la parure di pettini che lei sogna da sempre. Grande commozione, baci e abbracci.
Poi Della si riprende e, felice e orgogliosa, porge a Jim il suo di regalo, la catenella per l’orologio. Proprio quell’orologio che Jim ha venduto per poter comprare i pettini…

O. Henry Definito la risposta americana a Guy de Maupassant, O. Henry è il padre del racconto breve americano. Tanto adorato dai suoi lettori quanto spesso stroncato dalla critica, conosciuto nel mondo con lo pseudonimo di O. Henry, William Sydney Porter nacque a Greensboro nel 1862 e morì a New York nel 1910. Agli esordi della carriera la scrittura fu solo un’attività secondaria. Per mantenere
la giovane famiglia fece mille lavori: farmacista, disegnatore, cantante di un certo successo, contabile; solo in seguito - incoraggiato dalla moglie - cominciò a collaborare sempre di più con il mondo dell’editoria.
Abile disegnatore, O. Henry fondò e diresse dal 1894 anche un settimanale umoristico, “The Rolling Stone”, ma le sue vignette risultarono troppo scomode ai potenti e la rivista fu costretta a chiudere.
Chiamato allo “Huston Post”, la sua popolarità di scrittore di racconti crebbe ulteriormente, nonostante un periodo trascorso in carcere per una condanna risalente al periodo in cui lavorava in banca. Uscito di prigione nel 1902, si trasferì a New York dove, nell’arco di pochissimo tempo, scrisse per quotidiani e settimanali quasi quattrocento racconti. I suoi numerosissimi lettori ne adoravano l’umorismo, l’ironia, i personaggi presi dalla strada, il gusto per i finali a sorpresa. E a sorpresa se ne andò, a soli 48 anni, stroncato dall’alcolismo e dai problemi finanziari. A lui è intitolato un importante premio letterario statunitense, dedicato al racconto breve, che ha visto vincitori scrittori come Faulkner, Capote, King. E, per due volte, anche il recente Nobel, Alice Munro.

Ofra Amit Colori retrò e molto caldi, come il sole di Tel Aviv. Cappucci rossi lunghissimi, capelli oceanici, gemelli siamesi che masticano Big Babol. Collage, pattern e materiali mescolati sapientemente ai disegni in acrilico su carta o tela. È così che Ofra Amit lavora e vive in Israele. Divide la sua attività fra i libri per ragazzi, le immagini per il teatro e le illustrazioni per varie riviste e quotidiani. Per il suo lavoro ha avuto diversi riconoscimenti da Communication Arts, Applied Arts, The Society of Illustrators.
Nel 2010 ha ottenuto la Gold Medal for Children's Books Illustration attribuita dall’Israel Museum.
Nel catalogo di Orecchio acerbo “Bruno. Il bambino che imparò a volare” con testo di Nadia Terranova, vincitore del Premio Napoli 2012 e finalista del Premio Laura Orvieto 2013.

Il dono dei magi
48 pagine a colori
16 euro
in libreria dal 24 ottobre

Informazioni:
Paolo Cesari
Orecchio acerbo editore
viale Aurelio Saffi 54
00152 Roma
tel. 0039.065811861
www.orecchioacerbo.com